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Galleria: Venezia annega: 20 immagini dai social

Venezia annega: 20 immagini dai social

Venezia annega: 20 immagini dai social
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L’acqua alta, a Venezia, ha questa volta raggiunto livelli che non si vedevano da decenni. Le sirene hanno continuato a suonare per ore, mentre la marea continuava a salire centimetro dopo centimetro, sotto gli occhi attoniti e disperati di coloro che, nella Laguna, abitano da una vita.

Case e negozi allagati, barche arenate e, ovunque, immagini apocalittiche. Nella notte la marea è calata, ma l’emergenza non è ancora finita. E mentre si teme l’arrivo di una nuova mareggiata, non si può fare a meno di guardare con amarezza i tantissimi danni dovuti all’acqua.

Piazza San Marco è stata letteralmente inondata, le foto mostrano sedie e tavolini che galleggiano qua e là in balia delle intemperie. La Basilica è allagata, l’acqua è riuscita a farsi strada rompendo le finestre e ricoprendo il pavimento, procurando danni ingenti al patrimonio storico e culturale della città, come riporta SkyTG24. E le notizie non si arrestano, arrivano da ogni parte della Laguna e non sono certo confortanti. La celebre libreria Acqua Alta, uno dei simboli della città, ha perso centinaia di libri rovinati dalla marea. Così Diana, dello staff della libreria, ha parlato a Libreriamo:

“Noi ci chiamiamo Acqua Alta, l’acqua alta ce l’aspettiamo, ma così alta no. C’è acqua dappertutto. Non eravamo pronti per una mareggiata simile. L’acqua si è alzata di 50 cm in più del previsto. Ieri mi entrava persino negli stivali da pescatore. Camminavo in punta di piedi per tentare di mettere in salvo i libri. Quando è così, viene da arrendersi”.

7 Perle Nascoste di Venezia che Non Potete Perdervi

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Venezia è nel pieno di una crisi epocale, l’ennesimo segnale d’allarme della reale portata dei cambiamenti climatici che alcuni ancora si ostinano a negare. La splendida città, una delle perle del nostro Paese, meta turistica per eccellenza che attira milioni di visitatori da tutto il mondo, è ora in ginocchio. Il delicato equilibrio su cui si regge il suo incredibile rapporto con il mare sembra essersi spezzato, con gravissime ripercussioni sul piano umano ed economico.

Enrico Mentana ha annunciato sul suo profilo Facebook una raccolta fondi stanziata per aiutare Venezia e i suoi abitanti, raccolta alla quale stanno aderendo moltissime persone.

La Serenissima sta facendo il possibile per rialzarsi in piedi, nonostante questa volta il colpo sia stato davvero duro. Martedì scorso, il 12 novembre 2019, la marea ha raggiunto i 182 cm: un livello che in molti non avevano mai visto, superato solamente dalla gravissima inondazione del 1966. Sono passati più di 50 anni, ma all’incredibile forza della natura non siamo ancora in grado di opporci. O forse sì?

Proprio in questi giorni si riaccendono le polemiche, inasprite dallo stato di emergenza che ha colpito Venezia, in merito al MOSE. Il sistema di paratie che dovrebbe proteggere la Laguna è un progetto che risale agli anni ’80, la cui realizzazione è però iniziata solo nel 2003. E a oggi i lavori non sono ancora conclusi, nonostante i finanziamenti erogati. Si parla di almeno 5 miliardi di euro spesi per l’installazione di questi impianti, che però non sono attualmente in funzione, con grave pregiudizio per la città che dovrebbe tutelare.

Nelle scorse ore, il premier Giuseppe Conte ha dichiarato all’Ansa che il governo si mobiliterà per risolvere la drammatica situazione di Venezia e per completare al più presto il MOSE, affinché un’emergenza del genere non si verifichi mai più. Il progetto è stato più volte interrotto a causa della maxi inchiesta sulle tangenti che ne ha ritardato l’esecuzione. Ma ora il ministro delle infrastrutture Paola De Micheli ha spiegato che, entro il 31 dicembre 2021, il MOSE sarà perfettamente funzionante.

Nel frattempo, la città di Venezia deve fare i conti con quella che sui social è stata ormai definita un’apocalisse. Abbiamo raccolto nella nostra gallery alcune delle immagini più significative del dramma che la Laguna sta vivendo in queste ore.