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Di nuovo genitori a 55 anni: la scelta di una coppia dopo aver perso il figlio sedicenne

Il primo figlio è morto a 16 anni, durante un'immersione, affogato per una malattia che non sapeva nemmeno di avere. A distanza di poco più di un anno, è nato il suo fratellino.

L’incubo di Marina e Rino comincia nel luglio 2016 quando il loro primo figlio, Maurizio, meglio conosciuto come “Zak”, è morto improvvisamente a soli 16 anni. Uno shock per la sua famiglia: era sano, nel pieno della sua giovinezza e amava fare sport. Quella mattina, però, durante una delle immersioni in apnea a 12 miglia dal porto di Pesaro è affogato per una malattia che non sapeva nemmeno di avere. Doveva stare sott’acqua per due minuti e da lì, purtroppo, non è più riemerso. Il 16enne era infatti affetto da miocardiopatia ipertrofica che, a tradimento, lo ha strappato alla vita troppo presto.

A recuperare il corpo del figlio è stato suo padre che ha indossato in tutta fretta le bombole d’ossigeno per tentare un salvataggio in extremis. Per lui, purtroppo, non c’era più niente da fare, inutile ogni tentativo di rianimazione.

Ora, a distanza di un anno da quella terribile giornata e dalla perdita del primo figlio, Marina e Rino sono diventati di nuovo genitori, nonostante i loro 55 anni. “Davanti alla bara di Maurizio mio marito Rino mi disse ‘io voglio un altro figlio’. Io non risposi, pensai che fosse impazzito”, racconta la donna a Il Resto del Carlino. Dopo appena quindici giorni, invece, Marina è dal ginecologo è comincia una cura ormonale e a marzo 2017 è rimasta incinta. Una gioia infinita, quasi un miracolo, come raccontano loro stessi:

“Ora torniamo a vivere e il nostro Zak, che di sicuro da lassù ci ha aiutato in questa gravidanza, ha un fratellino. Non avrei mai pensato di diventare madre un’altra volta, che mi sarei sentita chiamare mamma da un altro bimbo. Che è la fotocopia di Maurizio”

Il piccolo è già venuto alla luce all’ospedale San Giuseppe di Milano: si chiama Brando Michael Zanzani, sta bene e, per la gioia dei suoi genitori, non è affetto da miocardiopatia ipertrofica.  Il bebè ha preso anche il nome del soccorritore che, senza perdersi d’animo, per due ore ha tentato di salvare Maurizio. A darne la notizia sui social è stata la stessa mamma:

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