Alcuni giorni fa (il 28 aprile) “Striscia La Notizia” ha mandato in onda un breve filmato intitolato “I capelli di Giovanna Botteri”. La Botteri è l’inviata della Rai a Pechino, che da ormai diversi mesi sta raccontando la situazione del paese nel quale, presumibilmente, è “nato” il nuovo coronavirus.

La giornalista può vantare un curriculum di tutto rispetto, avendo lavorato come inviata di guerra in posti difficili come la Jugoslavia, l’Iraq, l’Afghanistan nei periodi in quali queste nazioni facevano i conti con guerre di vario genere. Prima di trasferirsi in Cina, ha fatto la corrispondente da New York.

Da gennaio la Botteri è il volto della Rai (e in particolare del TG1) che racconta come la Cina ha combattuto e sta combattendo il virus, ora che la situazione sta lentamente tornando alla normalità.

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Siccome per molti italiani e italiane la forma conta più della sostanza, la giornalista ha ricevuto critiche per il suo aspetto, in particolar modo per le sue maglie e per la sua acconciatura. Bodyshaming a tutti gli effetti.

“Indossa sempre la stessa maglia”; “Non cura i suoi capelli”; “Non si trucca” sono solo alcune delle critiche che la Botteri ha ricevuto negli ultimi mesi. Sui social sono nate pagine satiriche del tipo “Regaliamo un maglione a Giovanna Botteri”.

E Striscia La Notizia ha pensato bene di dedicarle un breve servizio dai toni parecchio sarcastici, con frasi del tipo: “Finalmente ha lavato i capelli”. Il tutto narrato con la voce di Michelle Hunziker, la stessa che si batte per i diritti delle donne.

Dopo alcuni giorni di silenzio, l’inviata della Rai ha voluto rispondere a quelle che sono a tutti gli effetti delle provocazioni con una lettera diventata virale sui social.

La Botteri spiega di voler approfittare dell’attenzione verso di sé per creare “un momento di discussione vera, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno”.

Nelle righe successive spiega che a Pechino ci sono colleghe di altre televisioni, anche molto importanti, all’apparenza diverse tra di loro: grasse e magre, nere e bianche, con e senza rughe. “E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista”.

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