Se a qualcuno/a sarà capitato di sentir parlare di mansplaining, forse meno frequentemente si sarà invece sentita la parola manspreading che, esattamente come la prima, definisce una chiara disparità di potere tra uomini e donne.

Il concetto è ben spiegato in questo post dall’autrice, sex educator e antropologa Giulia Zollino.

[…] Lui esuberante, invadente, aperto – scrive Giulia descrivendo la scena del suo vicino di posto, in aereo, seduto a gambe completamente divaricate a occupare tutto lo spazio disponibile – io contenuta, costretta, attenta a restare nei confini del posto che mi è stato assegnato. ‘Chissà cosa prova’ penso. Chissà cosa si prova a crescere avendo la libertà di esprimere il proprio corpo, di imporsi nello spazio senza sentirsi dire di ‘chiudere le gambe’, di ‘restare composta’ o di ‘fare attenzione sennò le calze si sgualciscono’.⁣

Questo fenomeno prende il nome di Manspreading – letteralmente ‘uomo che si allarga’ – e indica la postura e l’atteggiamento degli uomini sui mezzi pubblici. Il modo in cui ci sediamo e occupiamo lo spazio non è un fatto naturale, bensì è determinato da modelli e ruoli di genere che definiscono il maschile dominante, conquistatore, proteso verso l’esterno e il femminile come docile e composto. L’attivista argentina Sil Bentivegna definisce il manspreading ‘una spia del machismo’. Il maschilismo infatti passa anche attraverso semplici gesti che abbiamo naturalizzato e che ci sembrano innocui.⁣

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La questione, quindi, è piuttosto semplice: abbiamo interiorizzato talmente tanto gli schemi maschilisti che troviamo perfettamente naturale comportarci in un modo che rispecchi i ruoli di genere imposti da questi pattern.

Ma Giulia Zollino fa di più, e approfondisce ulteriormente il discorso:

Voglio dire due cose.⁣

Al signore seduto accanto a me e tutti gli uomini che leggeranno questo post vorrei chiedere di fare uno sforzo. Osservatevi, guardate il vostro corpo, notate quanto spazio state prendendo e quanto forse ne state togliendo.⁣
Alla me seduta al 7F e a tutte quelle persone che si sono fatte piccole per paura di occupare troppo spazio, auguro invece di avere il coraggio di imporci, di prenderci tutto il cazzo di spazio di cui abbiamo bisogno e soprattutto di aprire le gambe quando e quanto vogliamo.⁣

Ciò che Zollino chiede quindi agli uomini di fare è prestare attenzione al proprio privilegio, riconoscerlo. Perché solo in questo modo si può poi mettere in discussione un sistema che nelle gambe aperte ha un’espressione simbolica (non per questo meno fastidiosa) ma che si basa sul paradigma di disparità di potere tra uomini e donne.

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