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Il figlio è malato: i colleghi regalano le loro ferie al papà

Nel giro di un anno Andreas ha esaurito tutti i suoi giorni di congedo retribuito per dedicarsi al piccolo: avrebbe perso il lavoro se solo i suoi colleghi non avessero racimolato ben 3300 ore di congedo da donare al collega-papà.

È una bella notizia quella che vede protagonista il papà di Julius, un bimbo di 4 anni, affetto da leucemia. L’uomo, infatti, è stato aiutato dai suoi colleghi di lavoro affinché potesse rimanere più tempo possibile col figlio. Nel giro di un anno, infatti, Andreas ha praticamente esaurito tutti i suoi giorni di congedo retribuito per dedicarsi al piccolo: avrebbe perso il lavoro se solo i suoi colleghi non avessero racimolato ben 3300 ore di congedo da donare al collega-papà. Rinunceranno alle ferie pur di aiutarlo. L’idea, è doveroso sottolinearlo, è partita dalla manager delle risorse umane di un’azienda tedesca di living design dove lavora Graff nel ruolo di montatore, come riporta anche la Bbc.

La scoperta della malattia di Julius è stata nel 2017 dopo aver atteso lunghe settimane di trattamento in ospedale. Il papà, rimasto da solo, e non potendo contare nemmeno sulla moglie, morta per insufficienza cardiaca, non solo ha dovuto sostenere il figlio in questo lungo e tortuoso percorso ma ha anche rischiato seriamente di perdere il posto di lavoro. Da qui la decisione di Pia Meier, manager delle risorse umane dell’azienda, di chiamare a raccolta tutti i dipendenti invitandoli a donare parte delle loro ferie. Tutti hanno accettato con grande generosità. Nessuno ha detto di no, tutti hanno capito che Graff aveva bisogno del loro sostegno.

“La reazione dei nostri dipendenti è stata incredibile” ha raccontato la manager al quotidiano locale Oberhessische Press. In due settimane sono state raccolte ben 3.264 ore: hanno aderito tutti, compresi gli stagisti con i quali il montatore non aveva mai avuto alcun tipo di rapporto né personale né lavorativo. Grazie alla loro bontà, dunque, Graff si è potuto prendere cura di Julius per un anno. “Senza questo grande sostegno, sarei rimasto disoccupato” ha dichiarato.

Julius, che a febbraio compirà 5 anni, sta meglio: presto potrà andare all’asilo e il padre potrà tornare a lavoro.

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