logo
Stai leggendo: I commenti a Damiano dei Maneskin non fanno meno schifo di quelli fatti alle donne

I commenti a Damiano dei Maneskin non fanno meno schifo di quelli fatti alle donne

Il frontman del gruppo rivelazione di X Factor ha scatenato gli ormoni di donne giovani e meno giovani. Perché quei commenti a luci rosse sui social non ci scandalizzano come gli "apprezzamenti" volgari rivolti alle donne?

Dopo il Caso Weinstein, sono mesi davvero difficili sia per il rapporto tra i sessi che per la comunicazione. Stiamo ancora cercando di prendere le misure su cosa sia lecito o illecito dire e fare. Ci scandalizziamo, ci si indigniamo, prendiamo posizione e magari ci scopriamo per la prima volta femministe (giustamente, se a illuminarci la via è il femminismo vero). E nel frattempo il web continua a vomitare le solite cattiverie, le ingiurie e le violenze con il beneplacito di tutti. Postiamo, twittiamo e commentiamo in una terra desolata, dove regnano il malcontento e l’offesa (o l’italiano sgrammaticato, nel migliore dei casi).

Quando non degenerano al livello dello stalking o delle minacce, le molestie verbali e il trolling sui social media restano atti di pura inciviltà. Se diretti a donne, dati i tempi delicati, normalmente vengono bollati come espressioni di maschilismo o di misoginia. Ma come la mettiamo con gli abusi verbali rivolti dalle donne agli uomini? Perché ci sono anche quelli: non siamo mica tutte delle pudiche creature con l’aplomb e la casta penna di Jane Austen. Ad esempio, avete mai letto i commenti deliranti delle fan di uno dei protagonisti dell’ultima stagione di X Factor, l’osannato Damiano David dei Maneskin?

Basta aprire la pagina Facebook del gruppo per accorgersene. Tra i vari messaggi pubblici di apprezzamento per il frontman dei Maneskin, ce ne sono moltissimi che vanno decisamente oltre. “Damiano bello, vieni vieni… ti regalo 48 anni di esperienza”, dice una fan che si auto definisce MILF. “Damiano però così non va bene… Ogni volta in cui vi esibite tu mi ingravidi”. E ancora “Io 43… se solo ne avessi 18…”, “ha uno sguardo sensuale da morirci.. non sembra per nulla un diciottenne”, “Mi fa salire la pedofilia”, “Sono tutta SUDATA”. E questi sono ovviamente i più casti, perché sui (decisamente troppo liberi) lidi digitali gli ormoni si lasciano andare anche a complimenti poco ortodossi.

Vi fanno ridere? Allora proviamo a ribaltare la situazione. Scegliamo una bella a caso del mondo dello spettacolo e andiamo a leggere i commenti sulla sua pagina Facebook. Prendiamo Emily Ratajkowski, che è una delle più seguite. Il 50% circa dei suoi ammiratori è formato da italiani di ogni età. Le dichiarano quello che le vorrebbero fare, con dovizia di particolari. In quanto donne, vi fa schifo, vero? Magari state pensando che, se fosse stato il vostro ragazzo a scriverle certe cose, lo avreste mollato. E allora perché non vi fanno schifo anche i commenti su Damiano, che di anni ne ha solo 18? Perché le donne che gli dicono “Ti legherei”, “Ti farei questo e quello” e altre amenità simili tendono a farci sorridere, come se ci fosse una complicità tra di noi? Come se fossimo tutte insieme a divertirci in un locale di spogliarellisti per la Festa della Donna?

Non dobbiamo commettere l’errore di sentirci “migliori” solo perché donne. La libertà di parola sul web ci sta spingendo ad accettare comportamenti che non verrebbero mai tollerati nella vita vera. Quante madri di 43 anni urlerebbero a un 18enne tutto quello che gli vorrebbero fare, senza pudori? Questo vale per i commenti a Damiano dei Maneskin, ma anche per quelli diretti alle altre donne. A quelle che non sono mai abbastanza magre o abbastanza grasse. A quelle che ci sentiamo libere di commentare, solo perché abbiamo un dito indice in grado di premere il tasto invio.

Che si tratti di un commento sul peso di una ragazza, su come si veste o non si veste, su quanto sia “scopabile” o no, quei commenti che tanto odiamo e condanniamo non sono meno accettabili di quelli rivolti al cantante dei Maneskin.