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Il mistero della scomparsa di Natalee Ann Holloway e quei segreti non detti

Natalee Ann Holloway scomparve ad Aruba nel 2005 ma, dopo anni senza un corpo e senza un colpevole, ora il caso potrebbe essere a un punto di svolta.
Fonte: people

Avere 18 anni, partire per un viaggio post diploma e non fare mai più ritorno. Sono passati 12 anni dalla scomparsa di Natalee Ann Holloway, la ragazza americana misteriosamente sparita sull’isola caraibica di Aruba e, benché sia stata dichiarata morta il 12 gennaio 2012, la famiglia non ha mai avuto un corpo da seppellire. Perché Natalee, viva o morta, non è mai stata ritrovata. Almeno, non ancora ufficialmente.

Negli anni si sono susseguite congetture, ipotesi, false piste ed effimere speranze puntualmente disilluse, ma adesso nuove registrazioni potrebbero clamorosamente riaprire il discorso, tornando a puntare fortemente su quello che, a tutt’oggi, resta l’unico grande sospettato per il suo omicidio, Joran Van Der Sloot, un ragazzo del luogo che Natalee aveva conosciuto nella sua vacanza.

Cerchiamo di ricostruire i fatti: Natalee, da Mountain Brook, in Alabama, il 26 maggio 2005 era partita con altri 124 studenti che, come lei, si erano appena diplomati; una vacanza premio, proprio per festeggiare quel traguardo raggiunto, nell’esotica Aruba. Peccato che sul volo di ritorno, il 30 dello stesso mese, la diciottenne non sia mai salita. Dalle prime domande rivolte alle compagne che erano con lei, venne fuori che la Holloway fu vista viva per l’ultima volta mentre lasciava il bar e nightclub Carlos’n Charlie’s, attorno all’una e mezza di notte, lunedì 30 maggio. La ragazza era andata via con il diciassettenne Joran Van Der Sloot, uno studente olandese che viveva ad Aruba e frequentava l’International School of Aruba, e i suoi due amici del Suriname, il ventunenne Deepak Kalpoe e il diciottenne Satish Kalpoe, nella macchina di Deepak Kalpoe. I bagagli e il passaporto della ragazza furono ritrovati nella sua camera all’Holiday Inn, e la sua misteriosa scomparsa portò subito la polizia locale a serrate indagini e a battere ogni pista possibile, senza però, trovare alcuna traccia. Nel corso delle operazioni delle forze dell’ordine Van Der Sloot fu arrestato due volte, sospettato di coinvolgimento nella scomparsa della ragazza, mentre i Kalpoe furono arrestati per ben tre volte ciascuno, ma a causa della mancanza di prove vennero sempre rilasciati.

Dopo 12 anni di silenzio, dicevamo, adesso nuove rivelazioni potrebbero inaspettatamente fornire risposte cercate da troppo tempo dai genitori di Natalee, Beth e Dave, rivelazioni uscite anche nella mini serie televisiva, The Disappearance of Natalee Holloway, mandata in onda dalla rete Oxygen proprio nel 2017.

Il caso, chiuso dalle autorità di Aruba senza alcun colpevole, e senza nessun corpo, il 18 dicembre 2007, fu improvvisamente riaperto pochi mesi più tardi, nel febbraio del 2008, quando spuntò un video in cui uno Joran Van Der Sloot, sotto l’effetto della mariujuana, dichiarò che la Holloway era morta il 30 maggio del 2005, versione poi smentita e sostituita da un’altra, in cui invece sosteneva di averla venduta come schiava. Altra versione successivamente ritrattata.

La spada di Damoclee su Van Der Sloot, tuttavia, è ancora lì, e il sottilissimo filo che la sostiene potrebbe definitivamente spezzarsi dopo le ultime dichiarazioni non di uno, ma di ben due informatori diversi.

Secondo un recente articolo apparso su People, infatti, nel febbraio 2016 un uomo chiamato Gabriel dichiarò al signor Holloway e all’investigatore privato da lui assunto, T.J. Ward,  di conoscere l’uomo a cui Van Der Sloot aveva chiesto di spostare il corpo di Natalee affinché non fosse ritrovato dalla polizia, uomo che il principale sospettato avrebbe pagato 1500 dollari perché svolgesse il suo compito e che avrebbe avuto con lui, presumibilmente, anche una relazione sessuale.

Quell’uomo avrebbe confessato a Gabriel di essere effettivamente ossessionato da Joran e, a proposito dei 1500 dollari ricevuti, ha indicato il luogo dove le ossa di Natalee sarebbero state sepolte, mischiate a quelle di un cane per renderle irriconoscibili e poi cremate, per 200 dollari, prima di essere sparse su tutta la costa dell’isola.
La tempistica di questi eventi, sostiene sempre l’uomo nella testimonianza riportata da People, coinciderebbe con le e mail di Van Der Sloot a John Q. Kelly, l’avvocato della mamma di Natalee, Beth Holloway, mail in cui il ragazzo aveva proposto uno scambio, chiedendo contanti in cambio appunto di informazioni sul destino di Natalee. Scambio che si è effettivamente verificato nella primavera del 2010, ma che si è concluso con un nulla di fatto, perché, dopo aver preso 25000 dollari da Beth, Van Der Sloot ha detto all’avvocato Kelly di non avere nulla da offrire.

Joran Van Der Sloot (Fonte: daily mail)

Il Daily Mail, tuttavia, ha mostrato l’uomo che sarebbe stato complice di Van Der Sloot poiché plagiato da lui: si chiama John Ludwick, e le sue scioccanti dichiarazioni sono venute alla luce nel corso del quinto episodio della serie tv di Oxygen, confermando in pieno quanto già dichiarato dall’informatore Gabriel.

Il piano era di rompere le sue ossa e schiacciarle così tanto da renderle irriconoscibili“, ha detto Ludwick; nell’agosto del 2017, in effetti, sempre il Daily Mail aveva scritto che i resti di una ragazza presumibilmente originaria dell’Est Europa (la famiglia Holloway ha appunto queste origini) potrebbero essere stati ritrovati in un sito di Aruba, ma gli esiti dei test effettuati sui campioni prelevati dal luogo (fra cui un test di DNA mitocondriale, un tipo di DNA che si eredita dai geni materni, e a questo proposito è stato chiesto un campione di saliva a Beth Holloway) saranno disponibili solo nella seconda metà di ottobre, perciò bisognerà aspettare ancora per capire se quelle ossa appartengano effettivamente a Natalee.

John Ludwick, l’amico a cui Van Der Sloot chiese di seppellire i resti di Natalee (Fonte: daily mail)

Anche se si chiarisse definitivamente che la povera Natalee è stata uccisa e i suoi resti sepolti assieme a quelli di un cane affinché non venissero trovati (e parzialmente cremati) Joran Van Der Sloot non potrebbe essere condannato per il suo omicidio, almeno non per adesso; non solo sulla sua testa pende una condanna dal governo federale degli Stati Uniti per l’estorsione compiuta nel 2010 ai danni di Beth Holloway, prima di poter essere giudicato negli USA per l’assassinio di Natalee il ragazzo dovrà scontare i 28 anni di reclusione in Perù, per l’omicidio della ventunenne Stephany Flores Ramírez, ritrovata morta il 30 maggio del 2010 (guarda caso, nel quinto anniversario della scomparsa della Holloway) in una stanza d’albergo occupata proprio da Van Der Sloot. Il quale prima ha tentato di fuggire, poi è stato beccato in Cile e ha quindi confessato di aver ucciso perché “la ragazza aveva guardato nel computer senza permesso“.

Davvero una mente diabolicamente pericolosamente lucida e malata, che, finita una pena, potrebbe doverne scontare un’altra, se nei prossimi mesi le risposte del DNA e le testimonianze porteranno prove schiaccianti e inconfutabili della sua colpevolezza.

Chissà se gli Holloway, pur nel dolore di sapere che la loro bambina è morta, almeno riusciranno a trovare un po’ di pace grazie ai risultati del DNA. Almeno questo.