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Chi sono gli incel, gli uomini frustrati dalle donne, e perché sono pericolosi

Selvaggia Lucarelli l'ha messo in evidenza in questi giorni, ma il fenomeno c'è ed è un retaggio antico. Solo che ha nomi nuovi e si avvale nuovi mezzi di comunicazione. Ecco chi sono gli incel e perché sono pericolosi.

La misoginia non va mai sottovalutata, anche e soprattutto quando assume nomi e diventa il messaggio di fenomeni che ancora non vengono studiati e compresi in maniera capillare. Di questi fenomeni fanno parte gli incel, uomini che hanno stabilito di essere «Involuntary Celibates», cioè single non per loro scelta. Nelle ultime settimane questo termine è comparso sulle cronache per via di un evento decisamente luttuoso, ma naturalmente affonda le sue radici nel passato.

Partiamo dal presupposto che la misoginia è sempre esistita e poggia sulle salde basi di numerosi testi antichissimi, dalla Bibbia a Le Mille e una Notte, senza dimenticare gli epigrammi satirici e licenziosi di alcuni padri della letteratura latina e greca (però lì già accanto a straordinarie poesie d’amore, così come nei libri citati ci sono anche straordinarie figure femminili). Bisognerà attendere il Medioevo in Europa per trovare dei testi che riabilitano completamente le donne anche con la loro libertà. Volumi come il Decameron ci hanno fatto, nel tempo, ben sperare che la misoginia fosse un retaggio del passato. Purtroppo non è così e oggi, con i social network così diffusi, è facile veicolare le informazioni importanti, ma è anche diventato altrettanto facile veicolare l’odio.

Incel, chi sono

Gli incel sono uomini, solitamente occidentali, che credono a una filosofia dettata da quella che pensano essere una reale esperienza personale. E cioè che sono stati rifiutati dalle donne, per tutta la vita, perché non possiedono quelle attrattive che una donna ricerca: bellezza, successo, denaro. La tentazione potrebbe essere quella di bollare tale concezione come una follia passeggera, ma il fenomeno non va sottovalutato perché potrebbe essere controproducente. Questi uomini, frustrati dalle loro convinzioni, sono infatti stati capaci di compiere delle stragi – e tra poco ci arriveremo. Next Quotidiano parla di una predisposizione al vittimismo e alla misoginia di questi individui, associandoli anche ai nerd e ai geek in alcuni casi. Ovviamente si tratta di una generalizzazione superficiale: nerd e geek sono persone con una cultura e delle passioni alle spalle e spesso con una socialità un po’ sacrificata, ma sono ben lontani dagli incel.

Che cos’è la Red Pill

Il concetto di Red Pill fa parte della “cultura incel” e viene dal film Matrix: con la pillola rossa si può vedere la verità e quindi rappresenta il momento di epifania in cui un incel comprende che il mondo è governato dalle donne, femministe, che hanno fatto di tutto per toglier loro il potere – con l’eccezione di alcuni uomini che invece sono ammessi al sesso e quindi alla riproduzione.

Chi sono i Chad e le Stacy

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Fonte: I Simpson

In gergo, all’interno della filosofia degli incel ci sono i Chad e le Stacy. Le seconde sono tutte le donne dominanti che hanno aggiogato il mondo intero con il fascino e il sesso, mentre i primi sono quei pochi uomini – i cosiddetti maschi alfa – destinatari delle loro attenzioni. È tutto abbastanza stereotipato, ci sembrerebbe quasi troppo perché qualcuno ci creda. Ovviamente si tratta di retaggi della cultura maschilista portati all’eccesso: il diritto della donna a dire no, a decidere con chi andare e cosa fare della propria vita vengono visti come privilegi ingiusti da parte di queste persone. Che dimenticano che il fascino non ha a che fare né con lo specchio né con il reddito, ma con quello che si ha nel cuore.

La strage di Toronto e quella di Isla Vista

Si è parlato di incel appunto dopo la strage di Toronto del 23 aprile. Nelle scorse settimane, Alek Minassian ha travolto e ucciso delle persone a Toronto (8 erano donne), invocando la rivoluzione degli incel. Nei suoi deliranti messaggi social inneggiava alla violenza contro i Chad e le Stacy e soprattutto santificava la figura di Elliot Rodger, un altro attentatore, autore a sua volta di una strage a Isla Vista in California nel 2014. Rodger, dopo la morte – avvenuta con un suicidio mentre era ormai braccato dalla polizia – ha lasciato un testo in cui esponeva i suoi violenti e spaventosi pensieri contro le donne, colpevoli a suo avviso di non aver visto in lui un partner potenziale. Inutile dire che in questi anni il testo sia diventato un riferimento per coloro che condividono la stessa misoginia. Un po’ come capitò a Helter Skelter, una sorta di diario di Charles Manson.

La denuncia di Selvaggia Lucarelli

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Fonte: Facebook @Selvaggia Lucarelli

In Italia, la questione è stata sollevata anche da Selvaggia Lucarelli che ha scritto un articolo sul Fatto Quotidiano e poi l’ha riportato sul suo profilo Facebook. L’opinionista ha trovato dei punti di connessione tra gli incel e i gruppi misogini sui social network che ormai da tempo sono oggetto di denuncia da parte sua.

Nel nostro paese non esistono gli “incels” – scrive Lucarelli – ma solo perchè non sapevo, non sapevamo che nome dargli. In realtà, gli incels esistono e hanno moltissimi punti di contatto con quelli descritti da giornali canadesi, americani e inglesi in questi giorni. Sono i membri di alcuni gruppi in cui l’odio nei confronti delle donne è il nodo centrale che come gli incels hanno un loro slang misogino ( “le duemila” per esempio sono le “puttane” molto giovani), i “beta” sono i maschi sfigati, i loro idoli sono i Sollecito (che infatti di alcuni gruppi misogini era membro idolatrato), i Misseri, i Bossetti, tutti coinvolti (a diverso titolo) nell’omicidio di giovani ragazze. Gruppi spesso vicini all’estrema destra in cui come in quelli degli incels si usano principalmente i meme a tema “apologia dello stupro” e “Le donne sono tutte zoccole”.