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Italiani scomparsi in Messico, i familiari offrono ricompensa per avere notizie

In Messico sarebbero 33.153 le denunce di scomparsa risalenti al 2017; 197 riguardano gli stranieri mentre 2.197 sono circoscritte allo stato di Jalisco, quello in cui sono stati visti per l'ultima volta i tre italiani.
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Nessuna novità sugli italiani scomparsi in Messico. Non si hanno più notizie di Raffaele Russo, napoletano di 60 anni ma anche di suo figlio Antonio e di suo nipote Vincenzo Cimmino, rispettivamente di 25 e 29 anni, che sono spariti nel nulla. La famiglia non sa più cosa fare per conoscere il destino riservato ai tre napoletani che erano andati in Messico per lavorare.

Ora, come scrive l’agenzia francese Afp, ripresa dal Corriere.it, sarebbe stata offerta dai familiari degli italiani scomparsi in Messico la cifra di circa 89.500 euro, ovvero due milioni di pesos. L’obiettivo è quello di avere informazioni, di capire cosa è accaduto. Chiunque sa, parli e, se le notizie si riveleranno utili, sarà anche lautamente ricompensato. “Il governo messicano non ha promesso alcuna ricompensa in cambio di informazioni” ha detto Francesco Russo, uno dei parenti. “Non posso mettere la mano sul fuoco su quello che stanno facendo, spero e ho fiducia nella giustizia, ma non ho alcuna certezza” ha aggiunto Russo.

Secondo France Presse, in Messico sarebbero 33.153 le denunce di scomparsa risalenti al 2017; 197 riguardano gli stranieri mentre 2.197 sono circoscritte allo stato di Jalisco, quello in cui sono stati visti per l’ultima volta i tre italiani. Una zona difficile, probabilmente nelle mani dei criminali. A fine febbraio, tra l’altro, erano stati arrestati quattro poliziotti della stazione di Tecalitlan (sempre nello Jalisco) accusati di “sparizione forzata”. La zona di Jalisco è tristemente nota per i rapimenti lampo, soprattutto di stranieri, ad opera di bande vicine ai narcos in cambio di denaro. Secondo la famiglia dei napoletani scomparsi, i loro cari sarebbero stati venduti dai poliziotti che poco prima li avevano fermati. Poi il buio, il silenzio.

Queste le parole del legale Claudio Falleti:

Noi, dopo oltre 60 giorni di buio, chiediamo al nostro ministero dell’Interno che si attivi per ottenere l’invio di investigatori italiani sul posto.