'Dio quanto mi manchi”: quella dedica di Courtney Love al suo Kurt Cobain - Roba da Donne

Avrebbe compiuto 53 anni, il 20 febbraio, il frontman dei Nirvana Kurt Cobain morto suicida nel 1994.

Il leader dei Nirvana, “principe” del grunge, indimenticabile artista che ha segnato gli anni ’90 rivoluzionando il rock e che ha deciso di suicidarsi a soli 27 anni in quel maledetto 5 aprile 1994, ha lasciato una figlia all’epoca piccolissima, Frances Bean, e la moglie, Courtney Love, leader del gruppo The Hole.

Un vero e proprio leader, una figura mitologica per molti. Una vita breve, vissuta alla stregua di un poeta decadente moderno dove droga e depressione sono state compagne vita. E poi quelle voci che hanno cercato di dare delle tinte da noir alla sua morte, quelle insinuazioni sul fatto che Kurt non si fosse suicidato, le indiscrezioni che qualcuno ha messo in giro per dare alla faccenda l’aspetto di un vero e proprio mistero.

"Non provo più emozioni": la lettera che Kurt Cobain scrisse prima di suicidarsi

Courtney Love, tra alti e bassi, gli è stata accanto sino al giorno della sua morte, e, in occasione del suo compleanno, nel 2018, gli ha dedicato un ricordo sul suo profilo Instagram scrivendo: “Buon compleanno baby, Dio quanto mi manchi”. La romantica frase era la didascalia di una foto che la ritraeva abbracciata accanto a lui, oggi eliminata dai suoi social.

In occasione dell’anniversario di nozze, invece, la leader delle Hole ha pubblicato un’altra immagine, presa dal giorno del matrimonio.

28 anni fa, ci siamo sposati, a Honolulu, sulla spiaggia di Waikiki. Stasera ho acceso alcune candele, cantato, portato a spasso il mio cane. Sono andata a mangiare il sushi con la mia migliore amica, la più vicina che abbia.
28 anni fa.
Ricordo di essermi sentita, nel profondo, deliziata, stordita, innamorata, e di sapere quanto fossi fortunata. Quest’uomo era un angelo. Lo ringrazio per essersi preso cura di me, molte parti degli ultimi 28 anni sono state tortuose, caotiche e in salita, e in pubblico? Questa è la peggior cosa che si possa immaginare, mi ha quasi colpito la mia resistenza, quasi. Ma tra la strana e sorprendente divinità di Kurt e l’onore di pochi veri amici, il dono della disperazione e della sobrietà. Di un potere superiore e di amore, e di empatia, sono qui ora. Andrà tutto bene, cazzo, lo vedo sulla riva. A dondolo nel mondo libero. Mio marito.

La figlia, come detto,  aveva appena 2 anni quando la rockstar morì, oggi è una donna di 28 anni, forte e fragile allo stesso tempo. Per qualche tempo ha ha combattuto la battaglia con l’alcool che pare aver vinto, come lei stessa ha rivelato in un post su Instagram (ora il suo account è stato rimosso), dove scriveva:

Ho pensato di iniziare questo post condividendo un momento puro a Oahu, circondata dalla natura, con il mio amore. Questo momento è una rappresentazione di chi sono il 13 febbraio 2018. Mi sembra significativo perché è il mio secondo compleanno da sobria. Ho deciso di condividere i miei sentimenti su qualcosa di così intimo in un forum pubblico (…) penso che sia più importante mettere da parte la mia paura di essere giudicata o fraintesa. (…) Autodistruzione, consumo di sostanze tossiche e liberazione dal dolore sono molto più facili da seguire. Innegabilmente, per me stessa e per coloro che mi circondano scegliere di essere lucida è la decisione migliore che abbia mai preso. Il modo in cui trattiamo i nostri corpi è direttamente correlato al modo in cui trattiamo le nostre anime. È tutto interconnesso. Quindi oggi celebrerò la mia salute e l’abbondanza di felicità…

Kurt Cobain non c’è più ma il suo ricordo continuerà a vivere per sempre nella musica e nel ricordo dei tanti fan che quotidianamente postano lettere e citazioni dell’artista nei social.

Articolo originale pubblicato il 21 Febbraio 2018

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