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"L’amore strappato”: la storia vera di una famiglia cui la giustizia porta via una figlia

Nel 1995, una bambina di 6 anni venne strappata dall'affetto dei suoi genitori a causa di un errore giudiziario: oggi, la sua storia è raccontata nella fiction "L'amore strappato".

Una terribile accusa, rivelatasi poi infondata, è alla base di uno dei casi più eclatanti di errore giudiziario, che ha dato vita a una scia infinita di dolore. Quella raccontata nella fiction L’amore strappato, in onda da domenica 31 marzo 2019 su Rai1, è la storia vera della piccola Angela Lucanto, che all’età di appena 6 anni venne sottratta alla sua famiglia e infine data in adozione. Per 10, lunghissimi anni, la bambina non ha più avuto notizie dei suoi genitori naturali, convinta che fossero ormai morti.

Lo straziante racconto di Angela, che oggi è una donna adulta, ma che ha ancora le cicatrici delle ferite di tanti anni fa, è racchiuso nel libro Rapita dalla giustizia, pubblicato nel 2010 da Rizzoli, in collaborazione con Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri. Dal libro è poi stata tratta la fiction L’amore strappato, diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, che vede protagonisti Sabrina Ferilli ed Enzo Decaro.

È il 24 novembre 1995: sembra essere un giorno qualunque,  Angela è una bambina di 6 anni e come tutti i suoi compagni è a scuola. All’improvviso un’assistente sociale e due carabinieri la prelevano senza una spiegazione e la conducono presso un istituto di Milano. Non lo sa ancora, la piccola Angela, ma la sua vita sta per essere completamente stravolta. A casa, mamma Raffaella e papà Salvatore sono ignari di tutto, fin quando non arriva l’ora di andare a prendere la bimba alla fermata del pulmino. La piccola non c’è: è l’inizio di un dramma che avrà fine solo molti anni più tardi.

A dare il via alla vicenda è una ragazza di 14 anni, cugina di Angela, che accusa alcuni suoi parenti di averla molestata sessualmente. Tra coloro verso cui la ragazzina punta il dito c’è anche Salvatore, che – sempre secondo le accuse – avrebbe abusato anche di sua figlia Angela. Ora serve la testimonianza della bambina, che però non ha alcuna intenzione di discostarsi dalla realtà: suo padre non le ha mai fatto del male. E a nulla servono le promesse degli assistenti sociali di poter tornare presto dalla mamma, se solo si decidesse a confessare le orribili violenze.

Come rivelato diversi anni più tardi dalla signora Raffaella in un’intervista ad Avvenire, gli psicologi riescono infine a trovare un modo per far “parlare” Angela: le chiedono di disegnare un fantasma e, nel tratto deciso della bambina, vedono un simbolo fallico che segna la svolta nel processo contro Salvatore. È il 26 gennaio 1996, quando il papà di Angela fa il suo ingresso a San Vittore, dove rimarrà per due anni e mezzo.

In questo lasso di tempo, la bambina viene affidata a un orfanotrofio milanese, senza poter avere contatti con alcun membro della sua famiglia. Sua madre continua a lottare per riabbracciare Angela, tanto da farsi incatenare davanti alle porte dell’istituto. Per questo motivo, la piccola viene trasferita in un orfanotrofio di Genova, mentre le speranze di Raffaella di riunire la sua famiglia si sgretolano sempre di più.

Salvatore, che in primo grado è stato condannato a 13 anni di carcere, fa ricorso in appello e viene finalmente assolto: la verità è che non ha mai abusato di sua figlia, né della cuginetta 14enne. Quando esce dal carcere, però, per Angela è troppo tardi. La bambina è già stata adottata da una famiglia di Varese, che per convincere la piccola a cambiare cognome le ha mentito dicendo che i suoi veri genitori erano morti.

Angela inizia così, tra atroci sofferenze, la sua nuova vita. Non sa che mamma Raffaella e papà Salvatore stanno facendo di tutto per ritrovarla. Per 10 anni, la bambina cresce nella sua nuova famiglia, ignara della verità. Poi, finalmente, la svolta: i coniugi Lucanto scoprono che la famiglia che ha in adozione la loro bambina va in vacanza ad Alassio. Nell’estate del 2005, Raffaella e Salvatore battono tutte le spiagge della zona, fino a trovare finalmente Angela, ormai una bellissima 17enne. È suo fratello Francesco il primo a rivolgerle la parola, per cercare di non sconvolgerla.

La ragazza, che in fondo al cuor suo non aveva mai perso la speranza, corre a riabbracciare i suoi genitori. Ma è ancora minorenne, e i giudici le impediscono di ritornare alla sua vecchia vita, alla quale l’avevano strappata tanti anni prima. Angela deve aspettare il compimento dei suoi 18 anni per fare i bagagli e tornare nella casa in cui ha trascorso l’infanzia, ricongiungendosi alla sua vera famiglia.

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