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L'Etiopia dice basta alle adozioni internazionali: stop alle coppie straniere

Solo in Italia i minori etiopi adottati nel 2016 sono stati 366, da 306 coppie. E ci sarebbero almeno cento famiglie in attesa di risposta dal Governo etiope: adesso tutto potrebbe saltare a causa di una legge che blocca le adozioni internazionali.
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La notizia che l’Etiopia ha approvato la legge contro le adozioni internazionali è rimbalzata su tutti i media stranieri. Il Paese africano, tra l’altro, è tra le prime nazioni da cui provenivano i bimbi adottati in tutto il mondo: come fa notare Repubblica.it, solo in America uno su cinque è etiope. Adesso tutto questo non sarà più possibile. “Qualcuno parla di un blitz in Parlamento, forse in assenza di qualcuno contrario” ha dichiarato il presidente di Cifa, Ong impegnata nelle adozioni internazionali. “Era da tempo che l’Etiopia aveva smesso di essere uno dei principali Paesi coinvolti nell’adozione internazionale ma non ci aspettavamo una decisione così repentina” ha aggiunto Gianfranco Arnoletti di Cifa. Il Governo sarà in grado di farsi carico di tutti i bimbi orfani all’interno dei propri centri? Ha a disposizione strutture e risorse finanziarie?

“C’è una sempre maggiore tendenza del Paese verso il nazionalismo. Vince l’idea che, se si riescono ad abbattere gli indici di adozione, il Paese dimostra che ha le risorse e le forze per occuparsi della sua infanzia. Ma noi non crediamo che in Etiopia si sia già in grado di accogliere tutti i bambini bisognosi, sarebbe stato saggio un processo più graduale visto che i centri sono ancora inadeguati” ha aggiunto il presidente di Cifa che, negli ultimi quattro anni, ha “dirottato le richieste ad altre nazioni perché conoscevano l’instabilità della situazione nel paese del Corno d’Africa”. A sorprendere, dunque, la “velocità con cui è stata approvata la legge che ha colto tutti di sorpresa”. 

Solo in Italia i minori etiopi adottati nel 2016 sono stati 366, da 306 coppie. E ci sarebbero almeno cento famiglie in attesa di risposta dal Governo etiope: non è chiaro cosa possa succedere nelle prossime settimane. È verosimile che le loro richieste vengano bocciate. “Attendiamo gli sviluppi e intanto ci rimbocchiamo le maniche per rimetterci in moto con le relazioni internazionali, importanti ma molto difficili ed onerose in un momento economico così fragile” ha concluso Arnoletti.

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