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Il motivo da Inquisizione per cui Levante non può esibirsi a Lecce

Il concerto del 6 agosto a Lecce non si farà: Levante non ha ottenuto il permesso dall'Arcidiocesi della città pugliese. Il motivo? I suoi testi non rispettano la "sacralità del luogo".

Claudia Lagona, la bravissima cantante siciliana che si cela dietro il nome d’arte di Levante, è rimasta sorpresa – e non certo in senso positivo – dal “no” ricevuto dalla Curia di Lecce che avrebbe dovuto autorizzare il suo concerto in piazza Duomo. Era già tutto pronto per il 6 agosto 2019: l’artista aveva annunciato lo spettacolo sul suo sito ufficiale, e persino TicketOne aveva iniziato a sponsorizzare l’evento.

Ma nei giorni scorsi è arrivata la notizia che nessuno si aspettava. Ciò che più lascia amareggiati è la motivazione che ha portato l’Arcidiocesi a rifiutare il permesso, che invece ad altri cantanti è stato concesso – Il Volo e Fiorella Mennoia si esibiranno rispettivamente il 28 luglio e l’11 agosto.

Levante non può tenere il suo concerto perché i testi delle sue canzoni sono troppo. Ma troppo che cosa? Irriverenti, per la Curia di Lecce, non adatti alla sacralità del luogo che il vescovo Michele Seccia ha deciso di aprire agli eventi musicali. Piazza Duomo si trova infatti tra la Cattedrale di Lecce, il palazzo vescovile e il seminario, un luogo dunque permeato dalla spiritualità.

Solo di recente l’Arcidiocesi ha acconsentito a far sì che la piazza venisse utilizzata per spettacoli e altri eventi, ma sempre con la previa autorizzazione del vescovo. Che questa volta non è arrivata. Vincenzo Paticchio, portavoce di monsignor Michele Seccia, ha motivato così il rifiuto:

“Abbiamo scoperto che la tappa leccese in piazza Duomo del tour era già stata pubblicizzata per il 6 agosto sul sito dell’artista e su quello di TicketOne, nonostante la commissione eventi della Curia non si fosse ancora riunita. La decisione è stata deliberata solo lo scorso primo aprile, quando la commissione si è riunita decidendo di non accogliere la richiesta. Il vescovo vuole aprire piazza Duomo agli eventi, ma a condizione che i contenuti delle manifestazioni ospitate siano in sintonia con i valori del luogo.

Evidentemente, con i testi di Levante c’è qualche problemino. È vero, i giovani vanno incoraggiati, ma certi testi sono troppo irriverenti per essere cantanti nella piazza simbolo della Chiesa di Lecce».

È probabile che l’Arcidiocesi, nel considerare i brani di Levante “non conformi alla sacralità del luogo”, si riferisca principalmente al testo di Gesù Cristo sono io, canzone che l’artista ha pubblicato nel 2017. Un brano che, nonostante il titolo possa dar adito a erronee interpretazioni, tratta il tema della violenza sulle donne. Levante, raggiunta dalla notizia del rifiuto da parte del vescovo di Lecce alla sua richiesta, ha pubblicato un videomessaggio su Instagram, in cui mostra tutta la sua indignazione:

“Quando mi è stato detto che c’erano un po’ di problemi per la data di Lecce, probabilmente per un rifiuto della Curia della città, per un attimo sono rimasta incredula. Volevo accertarmi che fosse davvero così. Tutte le testate italiane hanno confermato questa voce per me davvero quasi spaventosa. La chiesa ci insegna ad analizzare i testi: li leggiamo, li analizziamo, li comprendiamo, li facciamo nostri.

Qui invece siamo davanti a delle persone che si sono fermate a leggere un titolo e non hanno analizzato un testo. Visto che si è parlato di sacralità e del fatto che io ho offeso non so quale tipo di sacralità, vorrei rispondere col fatto che io ho difeso la sacralità. Ho difeso la sacralità della donna paragonando i dolori di una donna maltrattata ai dolori di un Cristo, quindi non c’è nessuna offesa da parte mia. Finché c’è qualcuno ad ascoltarmi io prendo la chitarra e vado a suonare all’angolo di una strada e va bene così.

In Salento ci suono, un posto lo trovo. Il problema non è il fatto che io debba cambiare location, il problema è che in Italia abbiamo questo genere di ostacoli. Riflettiamoci”.

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