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“Non ho nulla contro i gay ma”: a che posto è l’Italia nella classifica dei Paesi omofobi

Sulla base dei dati Ocse, abbiamo scoperto quanto l'omosessualità sia accettata nei vari Paesi europei. Ecco in che posizione si trova l'Italia.

Le ultime settimane sono state all’insegna dell’orgoglio gay in tutto il mondo: proprio qualche giorno fa si è festeggiato il 50esimo anniversario dai moti di Stonewall, che hanno segnato la vera nascita dei movimenti di liberazione omosessuale, dapprima negli Stati Uniti e poi in tutto il resto del pianeta. Sfilate nei colori dell’arcobaleno sono state tra gli eventi più attesi e seguiti di questo periodo, ma quanto l’omosessualità è davvero accettata dalla popolazione?

Sulla base dei dati Ocse in merito all’accettazione della diversità sessuale, è stata stilata una classifica dei Paesi europei che evidenzia ancora una volta il problema dell’omofobia. I dati arrivano da un sondaggio effettuato sulla popolazione, alla quale è stato chiesto di valutare quanto, da 1 a 10, l’omosessualità sia giustificabile. Oltre ad avere una fotografia della situazione attuale (la lista esprime l’opinione dei cittadini fino al 2014), possiamo anche confrontare i cambiamenti avvenuti nel pensiero comune dagli anni ’80 a oggi.

Il grafico diffuso dall’Ocse mostra infatti in che modo l’accettazione dell’omosessualità sia evoluta nel corso degli anni. I risultati? Andiamo ad analizzarli.

1. Il Paese meno omofobo d'Europa

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Al primo posto della classifica troviamo la Svezia. Il suo indice di percezione dell’omosessualità è superiore a 8 su 10 – ciò significa che, in media, la popolazione ha considerato spesso giustificabile un diverso orientamento sessuale. Inoltre, in tendenza con la maggior parte degli altri Stati, la Svezia ha mostrato un netto miglioramento rispetto al passato, con un aumento di 2,2 per quanto riguarda l’indice di accettazione dell’omosessualità.

2. La prima parte della classifica

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In ottima posizione, per quanto riguarda la tendenza ad abbattere l’omofobia, si trovano anche Paesi quali l’Olanda, la Norvegia, la Danimarca, la Svizzera, la Spagna, la Finlandia, il Lussemburgo, la Francia e la Germania. Tutti questi Stati hanno un indice di accettazione della diversità sessuale superiore al 6 – se fosse un compito in classe, potremmo dire di essere sopra la sufficienza. Anche in questo caso, tutti i Paesi presi in considerazione hanno presentato un aumento dell’indice rispetto agli anni precedenti.

3. I Paesi meno virtuosi

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Scendendo nella classifica, troviamo il Belgio, l’Austria, l’Irlanda, il Regno Unito e la Slovacchia. Questi Paesi hanno un indice di accettazione dell’omosessualità compreso tra il 5 e il 6, decisamente più basso rispetto alla parte alta della lista.

4. La fine della classifica

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Nella parte finale della classifica, troviamo infine la Repubblica Ceca, la Slovenia, il Portogallo, la Grecia, l’Ungheria, la Polonia, l’Estonia, la Lettonia e la Lituania. Il loro indice si attesta tra l’1 e il 4, ma le sorprese non sono certo finite qui.

5. I Paesi che hanno invertito la rotta

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Alcuni degli Stati presenti alla fine della classifica hanno infatti mostrato un’inversione di tendenza: i dati hanno rivelato una diminuzione dell’indice per la Repubblica Ceca e la Grecia. Questo significa che, tra gli anni ’80 e il 2000, un maggior numero di persone riteneva accettabile l’omosessualità rispetto al periodo successivo.

6. E l'Italia?

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Vediamo infine dove ci troviamo noi. L’Italia è in quintultima posizione, appena prima di Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. Il suo indice di accettazione dell’omosessualità è pari a un misero 3.3, e questo non è tutto. Il nostro Paese è uno dei pochissimi (sono appena 3 in tutta la classifica) ad aver manifestato una tendenza inversa: l’indice è infatti diminuito di 0.4, mostrando che c’è ancora molto lavoro da fare.

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