Se siete fra i pochi che ieri non si sono accorti dell’improvviso blackout generale che ha coinvolto Facebook, Instagram o WhatsApp allora probabilmente non lavorate con i social o rientrate tra i (pochi) che non scrollano compulsivamente le app sullo smartphone nei momenti di ozio.

Ma ciò che è successo ieri, attorno alle 17:30 del pomeriggio, non ha precedenti nella storia dei social, e ha letteralmente mandato nel panico milioni di persone in tutto il mondo, con le app del gruppo di proprietà di Mark Zuckerberg totalmente in down e inaccessibili per il resto della giornata; solo verso l’una di notte le cose hanno lentamente ripreso a funzionare, ma il mistero sulle cause di questo collasso è rimasto.

Solo nelle primissime ore di martedì mattina hanno cominciato a uscire le prime spiegazioni, proprio per bocca del vicepresidente delle infrastrutture di Facebook, Santosh Janardhan, che ha affermato che il down è stato provocato da modifiche alla configurazione dei router che coordinano il traffico di rete tra i suoi centri dati. “Questa interruzione del traffico di rete ha avuto un effetto a cascata sul modo in cui comunicano i nostri centri dati, bloccando i nostri servizi”.

In parole povere, è come se Facebook & co. fossero rimasti “chiusi fuori” dal Web; questo accade perché i siti come facebook.com vengono convertiti dai computer con IP, ovvero indirizzi numerici, un po’ come avviene con una normale rubrica del telefono, come ha spiegato al New York Times John Graham-Cumming, chief technology officer di Cloudfare: “Il problema interno che si è verificato in Facebook è stato l’equivalente del rimuovere i numeri di telefono degli utenti dai loro nomi in rubrica, rendendo impossibile chiamarsi”.

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Insomma, mentre milioni di telefonini e computer stavano cercando di accedere alle app di Facebook in rete, il percorso per riuscirvi è cambiato. Alle difficoltà si è aggiunta l’impossibilità di correggere il problema da remoto, perché tutti i sistemi di comunicazione interna dei dipendenti erano sul dominio ormai diventato irraggiungibile, e così un team di tecnici si è dovuta recare fisicamente nel data center di Santa Clara, in California, per resettare manualmente i server. Come se non bastasse, i dipendenti non sono potuti entrare negli edifici il lunedì mattina (dobbiamo ovviamente considerare il fuso orario) proprio perché i sistemi di accesso dipendono dagli stessi server divenuti irraggiungibili, quindi i loro badge non venivano riconosciuti.

Anche Mark Zuckerberg ha scritto un post sulla sua pagina Facebook – tornata funzionante – per scusarsi per il disagio.

Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger stanno tornando online ora. Mi dispiace per l’interruzione di oggi – so quanto vi affidate ai nostri servizi per rimanere in contatto con le persone a cui tenete.

Adesso è tutto tornato alla normalità, ma nel frattempo il popolo di Twitter si è scatenato come sempre con meme irresistibili sul down di Facebook. Eccone alcuni dei più divertenti.

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Mark che cerca di aggiustare WhatsApp, Instagram e Facebook contemporaneamente.

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No WhatsApp, no Facebook e no Instagram. Gli utenti di Twitter tipo così.

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Mark Zuckerberg sta cercando di scoprire la causa principale del blocco di Whatsapp/Insta/Facebook.

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