Via libera alla procreazione medicalmente assistita per coppie lesbiche e donne single in Francia; la decisione è stata presa dall’Assemblea Nazionale, la camera bassa del Parlamento, che ha approvato il 29 giugno la legge sulla bioetica, in cui è inserita, appunto, anche la questione della PMA per queste categorie di persone.

326 i voti favorevoli e 115 quelli contrari, per un iter legislativo durato due anni e un dibattito che si è consumato anche sulle strade, con manifestazioni da ambo le parti; grazie alla legge la Francia si aggiunge alle altre nazioni europee che garantiscono l’accesso alla fecondazione assistita ad altre persone oltre alle coppie eterosessuali; fino a questo momento, generalmente le donne single o lesbiche francesi dovevano recarsi in Belgio o in Spagna per sottoporsi alle procedure, che possono raggiungere anche prezzi molto alti.

Da adesso, invece, grazie allo sperma di un donatore anonimo, potranno farlo nel proprio Paese, anche se il Ministro della Salute, Olivier Véran, ha anticipato che i primi concepimenti permessi grazie alla legge potrebbero arrivare entro la fine dell’anno, sempre ammesso che non intervenga la Corte Costituzionale.

Grazie alla nuova legge le donne fertili e in buona salute potranno anche crioconservare gli ovociti qualora non desiderassero diventare madri nell’immediato, ma vorrebbero riservarsi la possibilità di diventarlo in futuro; fino a questo momento, solo alle donne la cui fertilità potesse essere compromessa da terapie mediche e a quelle disposte a donare gli ovociti a coppie etero con problemi di fertilità era concessa questa possibilità.

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Con la legge, come detto, la Francia si aggiunge alla lista dei Paesi che concedono l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita a lesbiche e single; nel nostro Paese, invece, in base 40/2004 sulle “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, alla PMA possono accedere solo le coppie sposate o conviventi che non possono avere figli in maniera naturale, con l’esclusione delle persone single e delle coppie omosessuali, costrette ancora adesso a spostarsi in altri Paesi europei per riuscire a concludere la procedura.

Di seguito la situazione negli altri Paesi.

1. Belgio

Nel Paese l’accesso all’inseminazione artificiale, sia omologa che eterologa, è consentita alle coppie sposate e conviventi, eterosessuali e omosessuali, e alle single. La donazione di seme e ovociti è gratuita (è previsto un rimborso spese) e in forma anonima.

2. Danimarca

Nel Paese è stata approvata l’inseminazione artificiale gratuita negli ospedali per le coppie lesbiche e le single, grazie al voto del 2 giugno 2006. Mentre è consentita la donazione di seme e ovociti, quella di embrioni è vietata. Inoltre, almeno uno dei due genitori deve essere legato geneticamente al bambino, quindi è vietata la donazione simultanea di ovociti e seme.

3. Finlandia

PMA consentita per coppie etero coniugate e conviventi, coppie lesbiche e donne single. È stato abolito l’anonimato, e ora la legge prevede l’istituzione di un registro di donatori e donatrici per offrire la possibilità al figlio, una volta compiuti 18 anni, di conoscere l’identità dei donatori.

4. Olanda

In base alla legge del maggio 2002, i centri devono fornire alla “Stichting Registratie Donorgegevens” (“Registro nazionale delle informazioni sulle donazioni”) i dati relativi alla donne rimaste incinte con una donazione, perché il bambino, compiuti i 16 anni, possa conoscere l’identità del donatore, il quale può comunque opporsi alla richiesta. In questo caso, è il tribunale a prendere la decisione finale.
In nessun caso il donatore può essere considerato il padre del bambino, e non può quindi rivendicarne la paternità
La possibilità di accesso alla PMA è consentita anche alle donne single.

5. Gran Bretagna

In Gran Bretagna la PMA è garantita per le coppie lesbiche o le donne single, che possono ricorrere a inseminazione omologa ed eterologa, gestazione per altri (purché non sia sottoposta a un passaggio di denaro) e inseminazione post-mortem, ovvero in seguito a morte del padre.

6. Grecia

Qui la PMA è regolata dalla legge 3089/2002, una delle più liberali d’Europa, che la concede sia per motivi procreativi che per evitare la trasmissione di malattie genetiche; possono farvi ricorso le coppie coniugate o conviventi e donne single – in caso di donne non sposate è necessario il consenso scritto del partner, che può essere ritirato fino a prima del transfer e decade in caso di sua morte.

7. Spagna

Quello iberico è stato il primo Paese in Europa a dare via libera alla procreazione medicalmente assistita – la prima legge che regola la materia è del 1987 – oggi concessa, in forma omologa ed eterologa, a coppie sposate e conviventi, a single e omosessuali, purché vi acconsentano in modo libero e cosciente.
Il bambino, i suoi rappresentanti legali e i riceventi hanno diritto a ottenere informazioni generali sul donatore/trice, ma non a conoscerne l’identità, che potrà essere rivelata solo in circostanze eccezionali, in caso cioè di un sicuro pericolo di vita o sanitario per il bambino.

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