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Lorella Carimalli, unica italiana finalista al Nobel dell'insegnamento

Lorella Carimalli, insegnante di matematica e fisica presso il liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano, è candidata come miglior docente del mondo.

Non solo per la pace, la letteratura o la medicina, esiste anche una sorta di premio Nobel anche per l’insegnamento: il Global Teacher Prize, manifestazione internazionale in cui si contendono l’onorificenza di miglior insegnante del mondo 50 professori fra oltre 40 mila candidati provenienti da 173 paesi del mondo. L’Italia quest’anno è presente con Lorella Carimalli, 55 anni, insegnante di matematica e fisica presso il liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano.

Lorella Carimalli non è nuova ai riconoscimento prestigiosi, come riporta oggi Repubblica.it in un’intervista: lo scorso anno è infatti entrata nella top 10 dei migliori professori italiani. E oggi la partecipazioni al Global Teacher Prize.

Incredula e felice – racconta ai microfoni de La Repubblica – Mi sento il simbolo di un riscatto sociale, avvenuto attraverso la matematica che è un modo di allenare il pensiero astratto, di conoscere, capire il mondo

Uno status quello della professoressa Carimalli raggiunto non con poca fatica, e partendo da un’estrazione sociale e culturale ben lontana dal Nobel per l’insegnamento. La professoressa prosegue raccontando a Repubblica:

I miei genitori avevano la quinta elementare e non potevano certo aiutarmi a studiare. Per loro la mia laurea è stato un riscatto. Vivevamo in un quartiere popolare, case di ringhiera al quartiere Stadera, il bagno stava sul ballatoio e lo dividevamo con altre famiglie. Ci si conosceva tutti. Ecco, ho capito li che non si vince da soli, che il futuro lo si costruisce assieme. Perché quando dividi qualcosa di cosi intimo come il bagno con qualcuno, l’estraneo non è più una persona di cui aver paura ma un amico, una risorsa. Ed è questo il mio atteggiamento verso il mondo

E a chi dice che per la matematica si deve essere o meno portati, la professoressa Lorella Carimalli risponde:

È questione di allenamento e di metodo, come per la maratona. Anche delle donne si diceva che non capivano la matematica, le materie scientifiche solo perché non gliele facevano studiare e ancora oggi resistono i luoghi comuni.