Kaitlyn Munoz, 25 anni, che vive nello Utah (USA), ha raccontato alla stampa di come sua madre, Chalise Smith, 50 anni, già mamma di 8 figli, si è offerta di portare avanti la sua gravidanza come madre surrogata.

Come riporta People, Kaitlyn Munoz ha raccontato che, a causa di problemi di salute, i medici le hanno detto che non poteva portare avanti altre gravidanze, dopo che le è stata diagnosticata l’endometriosi e successivamente la sindrome di Sjögren, che è classificata come una malattia autoimmune. Questa sindrome attacca le ghiandole che producono le lacrime e la saliva, e può anche danneggiare altre parti dell’organismo, comprese le articolazioni, la tiroide, i reni, il fegato e altre componenti.

Ma per Munoz c’era ancora speranza: alla ragazza erano infatti rimasti due embrioni congelati dopo un ciclo di fecondazione in vitro che le aveva permesso di partorire il suo precedente figlio, Callahan, come riportato da KSL. Così, la madre di Munoz, Chalise Smith, si è offerta di farle da madre surrogata.

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Smith ha dato alla luce Alayna Kait Chalise Munoz all’American Fork Hospital, poco prima delle 21:00, il 17 maggio 2022. “Era di sette libbre, 13 once, 21 pollici di lunghezza, è uscita sana e ha lanciato piccole urla“, ha detto Smith a Fox 13.

Non avrei mai pensato che avrei vissuto una cosa del genere o che avrei avuto un bambino a 50 anni!“, ha scritto la donna in un post condiviso sulla sua pagina Instagram, e repostato da Kaitlyn Munoz, in cui festeggiava con un carosello di foto la prima settimana di vita di sua nipote. Smith ha scritto che, prima di prendere la decisione di fare da madre surrogata per la bambina di sua figlia, si è chiesta se davvero fosse la cosa giusta da fare o se stava prendendo una decisione affrettata, spinta dal sentimento. Così ha “pregato” e ha deciso di volerlo fare.

Mia madre è un angelo vivente“, ha scritto Kaitlyn Munoz in un post condiviso su Instagram, in cui è ritratta accanto a sua madre, sdraiata nel letto d’ospedale prima del parto. La ragazza ha definito questa esperienza un viaggio “straordinario“.

 

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