Margaret Thatcher, riformatrice e pioniera (ma non femminista)

La Lady di ferro, Primo ministro britannico dal 1979 al 1990, nasceva a Grantham, nel Lincolnshire, il 13 ottobre del 1925. Con il suo operato ha mostrato al mondo la capacità delle donne di gestire il potere.

Il 13 ottobre 1925 a Grantham, nel Lincolnshire, nasceva Margaret Thatcher. Primo ministro britannico dal 1979 al 1990, prima – e ad oggi unica – donna a ricoprire la carica di premier del Regno Unito, Margaret è ricordata come la Lady di ferro, sia per le posizioni intransigenti nella sua azione di governo, che per i tratti caratteriali che la rendevano un vero osso duro nelle trattative con le parti sociali.

Donne in politica: i conti non tornano

La Thatcher, pur diventando immediatamente simbolo e icona della capacità femminile nella gestione del potere, non ha mai espresso posizioni femministe. Era, infatti, una donna conservatrice che non aveva fatto sue le battaglie per la parità sociale che venivano portate avanti dal mondo progressista in quegli anni.

Per questo motivo, non è mai entrata di diritto nel pantheon delle figure celebrate dal movimento femminista britannico. Il suo percorso, però, ha mostrato chiaramente che anche una super potenza come l’Inghilterra, poteva essere guidata egregiamente da una donna. Non soltanto, infatti, Margaret Thatcher ha portato avanti con forza riforme cruciali in patria, ma ha anche condotto il suo Paese alla vittoria nella guerra per il controllo delle isole Falkland contro l’Argentina.

La Lady di ferro può essere, a pieno titolo, considerata una pioniera in questo senso e, se anche un’altra grande democrazia liberale, come la Germania, ha avuto con Angela Merkel un quindicennio di crescita e credibilità nel panorama europeo, parte del merito va ascritto proprio alla Thatcher.

Come riporta sul The Guardian la scrittrice e attivista per i diritti umani Natasha Walter:

“Margaret Thatcher ha mostrato che sebbene il potere femminile e il potere maschile possano avere linguaggi diversi, metafore diverse, gesti diversi, tradizioni diverse, modi diversi di essere glamour o antipatici, sono ugualmente forti, ugualmente validi… Nessuno può più chiedersi se le donne siano capaci di vigore e risolutezza, di leadership efficiente, dopo Margeret Thatcher. Lei è la grande eroina non celebrata del femminismo britannico”.

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