Mark Samson condannato all'ergastolo. Nel 2025 uccise Ilaria Sula e ne nascose il corpo

Il reo confesso è stato condannato dalla Corte d'Assise romana per l'uccisione della ex fidanzata e l'occultamento del suo cadavere, nascosto in una valigia.

Dopo la conferma dell’ergastolo ad Alessandro Impagnatiello, anche Mark Antony Samson è stato condannato alla medesima pena dalla Corte d’Assise di Roma, per il femminicidio dell’ex fidanzata Ilaria Sula, uccisa il 25 marzo 2025 e il cui corpo è stato poi nascosto in una valigia e abbandonato in un dirupo. L’imputato, che ha confessato il delitto, è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, oltre che di occultamento di cadavere.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, la studentessa è stata uccisa nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano di Roma. Dopo il delitto, il corpo è stato riposto in una valigia e trasportato in una zona di Capranica Prenestina, dove è stato abbandonato.

Samson, assente al momento della lettura della sentenza, era accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dal rapporto affettivo con la vittima, nonché di occultamento di cadavere.

Il padre di Ilaria Sula: «La giustizia è fatta, ma l’ergastolo lo abbiamo noi»

Dopo la lettura della sentenza nell’aula bunker di Rebibbia, Flamur Sula, padre della giovane, ha commentato la condanna con parole cariche di dolore: “È stata fatta giustizia, ma l’ergastolo vero ce lo abbiamo noi, io e mia moglie. Lui ancora respira, mia figlia non respira più”.

Il padre di Ilaria Sula ha poi aggiunto di aver sempre avuto fiducia nella magistratura: “È un momento importante per la giustizia, io ho sempre avuto fiducia nella giustizia e non sono stato abbandonato”.

La richiesta dell’ergastolo e le strategie della difesa

Nel corso del processo, il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e la pubblico ministero Maria Perna avevano chiesto la condanna all’ergastolo per Mark Samson.

La difesa aveva invece sollecitato l’esclusione delle aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della relazione affettiva, chiedendo anche il riconoscimento delle attenuanti generiche. Secondo la tesi difensiva, il delitto sarebbe stato commesso d’impeto e non sarebbe stato premeditato.

Nell’aula bunker di Rebibbia erano presenti i familiari e gli amici di Ilaria Sula, insieme a un gruppo di studenti dell’Università Sapienza di Roma, dove la ragazza studiava.

La madre di Mark Samson ha patteggiato due anni

Nell’ambito della stessa inchiesta è stata definita anche la posizione della madre dell’imputato. La donna, che aveva aiutato il figlio dopo il delitto, ha patteggiato una pena di due anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere, aggravato dal nesso teleologico.

La madre di Samson era stata ascoltata come testimone assistito nel procedimento.

La confessione di Mark Samson e le accuse della Procura

Durante il processo, Mark Samson aveva confessato di aver ucciso Ilaria Sula. Nel corso delle repliche finali, la pm Maria Perna aveva respinto la ricostruzione del delitto come un gesto impulsivo, sottolineando la gravità dei fatti e il comportamento dell’imputato.

“Questo non è stato un delitto di impeto” e “Samson non si è mai pentito per quanto compiuto, continuando a pensare che Ilaria Sula meritasse quella fine”, aveva affermato la magistrata in aula.

Perna aveva inoltre ricordato le condizioni in cui era stato ritrovato il corpo della giovane e contestato all’imputato di non aver raccontato tutta la verità: “Samson non ha mai detto la verità e ha continuato a mentire per non ammettere la premeditazione del delitto”.

La condanna all’ergastolo rappresenta l’esito del processo di primo grado per l’omicidio della studentessa, una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.

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