La fase 2 ha portato con sé molte novità. Tra queste c’è il permesso di celebrare nuovamente matrimoni in chiesa. Ma, come prevedibile, anche per questi ci saranno parecchie limitazioni nel rispetto delle normi anti-contagio.

Dato che la parola d’ordine è “no agli assembramenti” in generale saranno vietati i matrimoni con alti numeri di invitati; ma anche alcuni riti tipici del “giorno più bello” saranno vietati, come il lancio del riso e del bouquet. Lo scrive il portale Money.it.

Non è stato stabilito quante persone possano entrare in chiesa, dato che il numero verrà stabilito in base all’ampiezza dell’edificio. Gli ingressi in chiesa dovranno avvenire a scaglioni, sempre per evitare assembramenti piccoli e grandi.

Online, in forma privata o rimandati: come il Coronavirus ha cambiato i matrimoni

Il rispetto della distanza di sicurezza varrà per tutte le persone ad eccezione dei conviventi. Per le persone non conviventi la distanza interpersonale dovrà essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.

È obbligatorio indossare la mascherina all’interno della chiesa per tutta la durata della funzione. L’obbligo vale anche per gli sposi. Non è stato stabilito chiaramente come ci si dovrà comportare al momento del famoso bacio tra i neosposi.

Il divieto di creare assembramenti, chiaramente, vale anche per gli altri protagonisti della messa. È stato stabilito infatti che nella fase 2 non saranno coinvolti coristi o cantanti in generale. L’unico/a musicista ammesso/a è l’organista. Come detto, l’obiettivo è far entrare in chiesa solo le persone strettamente necessarie per la regolare realizzazione della cerimonia.

Oltre al lancio del riso e del bouquet saranno vietate anche le foto di gruppo, sempre per i noti motivi già indicati.
Per quanto riguarda la seconda parte del matrimonio, quella che solitamente viene festeggiata in ristorante, tutto sarà a discrezione del titolare della struttura. Varranno le stesse regole che valgono per i ristoranti: almeno un metro di distanza interpersonale e tavoli distanziati.

Saranno matrimoni anomali, questo è certo. Molti italiani scelgono proprio il periodo a cavallo tra la primavera e l’estate per sposarsi. Bisognerà capire, a queste condizioni particolari, quanti decideranno di rimandare aspettando che le cose migliorino e quanti si sposeranno ugualmente, nonostante tutto.

A tale proposito, il governatore della Puglia Michele Emiliano vuole convincere i suoi conterranei a non rimandare il grande giorno. Nella giornata di ieri ha annunciato infatti che la sua giunta regionale è al lavoro per studiare degli incentivi economici a favore delle coppie che hanno in programma di sposarsi. In Puglia, ogni anno, il settore wedding vale un miliardo di euro con circa 19mila cerimonie all’anno. Nei prossimi giorni si avranno informazioni più chiare ma Emiliano sembra sicuro di voler destinare cifre importanti per sostenere le coppie pugliesi pronte a fare il grande passo.

Articolo originale pubblicato il 23 Maggio 2020

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