Il 61,3% degli italiani dice sì al matrimonio fra persone dello stesso sesso. Secondo il nuovo Rapporto Italia dell’Eurispes noi italiani siamo un popolo più aperto della nostra classe politica. Ad aprile dello scorso anno, infatti, solo il 26% dei cittadini si è detto contrario al DDL Zan, eppure quella legge è stata affossata in Senato.

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Dall’analisi è venuto fuori che gli italiani sono favorevoli anche all’eutanasia (74,9%), al testamento biologico (69,3%), alla “tutela giuridica delle coppie di fatto” (67,1%), al matrimonio egualitario (61,3%), alle adozioni per single (55,8%), alla fecondazione eterologa (56,9%) ed alla legalizzazione della cannabis (52,3%). Al di sotto della maggioranza il favore alla legalizzazione della prostituzione (49,1%) ed alle adozioni per le coppie omosessuali (48,3%).

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Il 34° Rapporto Italia dell’Eurispes, dimostra come in realtà la società italiana dal punto di vista dei diritti, guarda avanti ed è più illuminato rispetto alle politiche istituzionali. Ma naturalmente sono dati che possono essere letti anche al contrario e che evidenziamo una percentuale di cittadini ancorati all’assetto odierno e di cui probabilmente si sentono adeguatamente rappresentati, politicamente parlando, rispetto all’altra parte della maggioranza. Questa potrebbe essere un’ipotesi che ci spiega, perché in Italia la classe dirigente non riesce in parte o totalmente a stare al passo con i tempi.

I Paesi Bassi, ad esempio, hanno fatto da apripista (approvando la legge nel dicembre 2000, con 109 voti favorevoli e 33 contrari) e tante altre nazioni hanno seguito l’esempio. Tra queste: Argentina, Australia, Austria, Germania, Irlanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito e Spagna, tanto per citarne alcune, che permettono alle coppie omosessuali di unirsi in matrimonio equiparandole così a quelle eterosessuali.

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