Movimento FIRE: vivere di rendita è possibile anche in Italia?

E se si potesse andare in pensione prima? È l'idea alla base del Movimento FIRE, una vera e propria filosofia di vita e di gestione del tempo e del denaro che si prefigge un obiettivo specifico: raggiungere l'indipendenza economico-finanziaria il prima possibile, per smettere di lavorare molto prima dell'età prevista per il pensionamento.

Tutti hanno la propria idea personale di pensione. C’è chi vorrà dedicarsi al giardinaggio. Chi trascorrerà il proprio tempo a studiare e a leggere. Chi viaggerà in giro per il mondo. Chi farà volontariato. Chi, ancora, darà libero sfogo alla propria creatività. E chi, più semplicemente, deciderà di rallentare e vivere la vita con maggiore calma. Ma se tutto questo si potesse fare anche prima dei contributi e dell’età canonici vivendo letteralmente di rendita? È l’idea alla base del Movimento FIRE – Financial Independence, Retire Early, una vera e propria filosofia di vita e di gestione del tempo e del denaro che si prefigge un obiettivo specifico: raggiungere l’indipendenza economico-finanziaria il prima possibile, per smettere di lavorare e/o allentare il carico di lavoro molto prima dell’età prevista per il pensionamento.

Un fenomeno che, in Italia, è ancora poco diffuso, ma che sta pian piano prendendo sempre più piede grazie a una serie di comunità online. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.

Cos’è il Movimento FIRE e come è nato

Il Movimento FIRE, acronimo di “Financial Independence, Retire Early”, ossia “Indipendenza finanziaria, pensione anticipata”, affonda le sue radici nel libro pubblicato nel 1992 da Vicki Robin e Joe Dominguez, Your Money or Your Life, e nel volume Early Retirement Extreme scritto da Jacob Lund Fisker nel 2010.

Il movimento ha, tuttavia, raggiunto la sua popolarità estrema dopo il 2011, quando l’ingegnere canadese Peter Adeney ha aperto il suo blog “Mr. Money Mustache”, raccontando la sua storia e di come sia riuscito ad andare in pensione anticipata all’età di soli 30 anni.

Alla base, un’idea semplice: la “regola del 4%” del consulente finanziario William Bengen. Nel 1994, infatti, Bengen ha analizzato i dati storici dei mercati finanziari USA dal 1926 in poi, con lo scopo di rispondere a una domanda precisa: qual è il tasso di prelievo iniziale massimo che consenta a un portafoglio pensionistico di durare per tutto l’arco della vita del cliente, anche nei peggiori scenari di mercato?

Di qui, il frutto di diversi test, ossia la regola del 4%: il tasso minimo sicuro per non finire il proprio capitale in un lasso temporale di circa 30 anni. A essa si affianca anche il calcolo di una combinazione ottimale tra azioni e obbligazioni, che consente di effettuare investimenti che generino rendite passive superiori alle proprie spese, non dovendo più, di fatto, lavorare per vivere, ma vivendo di rendita. Insomma, il sogno di molti.

Le varianti della strategia FIRE per l’indipendenza finanziaria

Naturalmente, non vi è un solo modo di interpretare il Movimento FIRE. Le strategie e le varianti per attuarlo sono molteplici, e si differenziano in base allo stile di vita e agli obiettivi che ognuno si prefigge. Scopriamo le principali.

  • Lean FIRE: si basa su uno stile di vita minimalista e frugale, prediletto da coloro che abbracciano una visione anticonsumistica. Chi lo adotta, risparmia per coprire circa 25 anni di spese, prima di vivere con una frazione di budget molto ridotta.
  • Fat FIRE: prevede un accumulo di denaro più massivo, al fine di potersi permettere un tenore di vita più elevato anche dopo aver smesso di lavorare.
  • Barista FIRE: ovvero risparmiare il possibile per poi lavorare meno negli anni successivi, favorendo, in questo senso, lavori occasionali, part-time o a chiamata, senza necessariamente andare in pensione del tutto. Ideale per chi non è tollerante al rischio, o lo è molto poco.
  • Coast FIRE: prevede un accumulo aggressivo iniziale con l’obiettivo di raggiungere una determinata somma il prima possibile, per poi lasciare che gli interessi maturino in autonomia nel corso del tempo e facciano crescere il patrimonio.

Il Movimento FIRE in Italia: sfide e opportunità

Ma in Italia è possibile abbracciare la filosofia di vita e di gestione del denaro del Movimento FIRE? Il contesto italiano è contraddistinto da una serie di peculiarità che lo differenziano rispetto a quello anglofono, motivo per cui attuare il FIRE risulta essere un po’ più complesso rispetto ai Paesi inglesi e americani, ma non impossibile.

Gli ostacoli del contesto italiano per il Movimento FIRE

L’elemento che rappresenta l’ostacolo principale al Movimento FIRE in Italia è senza dubbio costituito dagli stipendi bassi e dalla pressione fiscale ingente, che rendono estremamente complicato garantire risparmi di un certo peso specifico. Come precisa NSS Magazine:

Una delle più basilari criticità riguarda la differenza tra reddito personale e patrimonio familiare: in sostanza, due persone con lo stesso stipendio mensile possono trovarsi in condizioni economiche profondamente diverse semplicemente per via del contesto sociale da cui provengono.

E poi, ancora:

Le ambizioni del movimento FIRE sono molto più praticabili per chi è già inserito in un contesto familiare di privilegio economico, anche se non necessariamente percepito come tale. Il capitale sociale e di famiglia, spesso invisibile nelle narrazioni online sul tema, gioca insomma un ruolo decisivo nel determinare chi può realmente permettersi di investire con continuità, assumersi rischi calcolati e mantenere un alto tasso di risparmio senza compromettere la propria stabilità quotidiana.

I vantaggi di abbracciare il Movimento FIRE in Italia

Attuare il FIRE in Italia, però, presenta anche numerosi vantaggi. Il costo della vita in molte città italiane, per esempio, risulta sensibilmente inferiore rispetto a moltissime capitali europee, e, al contempo, il sistema sanitario pubblico – al netto di alcune evidenti criticità – copre la maggior parte delle spese mediche ordinarie.

Per tale ragione, molte delle persone che adottano il FIRE nel nostro Paese si trasferiscono in borghi dell’entroterra o città di piccole dimensioni, dove risparmiare diviene più semplice, il costo della vita è più contenuto e la qualità della stessa è più alto.

Come iniziare: i 3 pilastri del Movimento FIRE

Il Movimento FIRE è una filosofia di vita, un modo di approcciare la propria quotidianità e, soprattutto, il proprio futuro che richiede un avvicinamento graduale e consapevole, basato su 3 fondamenta:

  1. Riduzione delle spese: il primo passo consiste sicuramente in una disamina attenta dei costi e delle entrate mensili, che permetta di discernere tra spese necessarie (di “sopravvivenza”) e spese superflue (i cosiddetti “sfizi”). Chi aderisce a questa filosofia, tendenzialmente, mira a risparmiare fino al 30-50% del proprio stipendio mensile, con punte che toccano addirittura il 70%;
  2. Risparmiare in maniera costante: per essere disciplinati nel corso del tempo, occorre porsi un obiettivo e rispettarlo, risparmiando in modo regolare e continuativo, senza distrazioni ed eccezioni, ogni singolo mese. Non serve per forza una cifra esosa: anche una minima percentuale può fare la differenza, sul lungo termine;
  3. Investire, investire, investire: attualmente, esistono strumenti – come gli ETF – che permettono di investire a costi molto più bassi rispetto al classico fondo comune di investimento. Il costo medio annuo nell’Unione Europea per gli ETF azionari, infatti, si aggira attorno allo 0,3%, a differenza dei fondi comuni azionari che hanno costi medi pari al 2,5%.

I modi per risparmiare e andare in pensione prima dei 50 anni esistono. Basta solo metterli in pratica. Ma ne siamo davvero capaci? 

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