Muore Rita Borsellino, sorella coraggiosa del giudice ucciso dalla mafia - Roba da Donne

Ci ha lasciati una donna che ha fatto della ricerca della verità e della lotta alle mafie la sua ragione di vita.  Rita Borsellino è stata una protagonista dell’impegno civile e della lotta contro le mafie, la sua vita e la sua testimonianza saranno sempre un modello di legalità per ogni italiano. La sorella maggiore del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia in via D’Amelio nel 1992,  si è spenta a 73 anni dopo una lunga malattia in un ospedale di Palermo. Rita Borsellino era malata da tempo e negli ultimi mesi le sue condizioni erano molto peggiorate come fanno sapere i suoi 3 figli. Lo scorso febbraio era morto il marito, Renato Fiore.

Nella sua vita si è battuta sempre per la ricercare la verità e per contrastare ogni tipo di mafia così ha ideato, insieme all’ARCI Sicilia e all’associazione Libera, la carovana della legalità per portare in ogni strada del Paese e del mondo la battaglia per la legalità.  Cittadinanza attiva e impegno civile sono stati due pilastri della su vita. Nel 1995 Rita Borsellino era diventata vicepresidente di Libera, associazione anti-mafia fondata da e con don Luigi Ciotti, di cui era stata nominata presidente onoraria nel 2005.  Politica, tra le file del centrosinistra, ha provato a diventare sindaco di Palermo e presidente della regione Siciliana. Dal 2005 è stata eletta parlamentare per il PD.

È morta Agnese Borsellino, vedova del giudice Paolo

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una nota scrive:

“Ho appreso con grande tristezza la notizia della scomparsa di Rita Borsellino alla quale mi legavano sentimenti di vera amicizia e di condivisione. Con coraggio e determinazione, ha raccolto l’insegnamento del fratello Paolo, diventando testimone autorevole e autentica dell’antimafia e punto di riferimento per legalità e impegno per migliaia di giovani”.

Per suo fratello Paolo, dopo l’attentato, ha sempre cercato “la verità” e non una verità e amava ripetere: “Mio fratello Paolo non era un eroe, ma un uomo che non scendeva a compromessi”. 

Vogliamo salutare una grande e coraggiosa donna con le sue stesse parole: “La memoria è vita che si coltiva ogni giorno.”

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