Wanna – Tratta da una truffa vera” è la docu-serie in quattro puntate, da domani su Netflix, che ripercorre la storia di Wanna Marchi, la “maga” delle televendite.

La docu-serie Netflix è stata scritta da Alessandro Garramone e Davide Bandiera, diretta da Nicola Prosatore e prodotta da Fremantle Italia.

Garramone ha raccontato a Repubblica che ricorda la storia di Wanna Marchi e sua figlia Stefania Nobile fin da piccolo, e che era curioso di sentire la loro versione della storia rendendo noti elementi rimasti nell’ombra. “Quello che hanno fatto, la serie lo racconta: una truffa ai danni di migliaia di persone con metodi brutali. Nessuna giustificazione. La mia sensazione è che pensassero di poter vendere tutto, non di fare del male“, ha dichiarato Garramone.

Il trailer della docu-serie è stato visto da milioni di persone, e non tutti hanno apprezzato e ben accolto il prodotto, che racconta come Wanna Marchi e sua figlia sono riuscite a diventare ricche e famose grazie alle televendite di sedicenti prodotti miracolosi, fino alla bancarotta agli inizi degli anni ’90, e l’arresto di Marchi nel 1990 per truffa ed estorsione, condannata a 1 anno e 11 mesi di reclusione.

Pure la docuserie a sta gente che andrebbe solo cancellata!“, ha scritto un utente su Facebook, “invece di fare cadere nel dimenticatoio certi elementi, ci fanno le serie tv“, ha aggiunto un altro, “Vi consiglio meno quantità e più qualità!!“, ha scritto ancora un ulteriore utente, mentre altri sottolineano che pagare Netflixsapendo che parte di questi soldi andranno in tasca a questa gente è davvero deprimente“.

In particolare, nel trailer si fa riferimento all’inchiesta di Striscia la notizia a proposito della serie di truffe da lei perpetrate al fianco della figlia e del sedicente mago do Nascimento, con il quale vendeva numeri fortunati per il gioco del lotto, talismani, amuleti e kit contro le influenze maligne.

Wanna Marchi, come sottolineato dalle scene della serie, si era convinta di poter vendere tutto, anche la fortuna, ovvero il niente.

Perché i cogl**ni vanno inc*lati, ca**o!“, ribadisce Wanna Marchi in una scena della docu-serie.

La truffa delle pompe funebri: addebitati costi per servizi mai realizzati

See, vabbè, come se quella con problemi di salute mentale fosse stata Wanna Marchi e non quelli che compravano gli amuleti del mago Do Nascimiento“, ha detto con ironia un utente su Twitter.

L’altro giorno il Guardian l’ha inserita tra le cose da vedere in tv“, ha rivelato Garramone a Repubblica. “C’è un po’ un filone di storie di truffa, penso a “Inventing Anna”. Poi c’è un aspetto molto italiano: siamo sempre pronti a perdonare i truffatori, molto meno i creduloni“.

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