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Nutella difende l'olio di palma: "Il nostro è sicuro. Ecco perché potete crederci"

Dell'olio di palma ultimamente si è fatto davvero un gran parlare. Fa male alla salute, comporta la deforestazione di molti polmoni verdi... ma tra tanti detrattori c'è anche chi continua a difendere le proprie scelte: come la Ferrero, ad esempio, che ha lanciato uno spot per rassicurare: "Il nostro olio è controllato ed eco sostenibile".
Fonte: Web
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Da un po’ di tempo ormai si fa un gran parlare dell’olio di palma, che pare essere diventato il nemico numero uno da bandire assolutamente dalle tavole. Troppi danni all’ambiente, dato che le coltivazioni da cui si ricava il prezioso ingrediente usato nella preparazione di biscotti, merendine, crackers conducono ad una spietata deforestazione (alcuni dati rilevano che nell’isola di Sumatra, Indonesia, ad esempio, 50 anni il territorio era coperto per l’82% da foreste, ridotte al 52% nel ’95, e le previsioni, senza lasciare spazio a molte speranze, affermano che nel 2020 la loro presenza sarà del tutto azzerata), per non parlare poi dei danni alla salute, soprattutto per ciò che riguarda cuore ed arterie.

Così è partita una vera e propria corsa, da parte delle maggiori aziende produttrici di generi alimentari, soprattutto dolciari, per realizzare spot pubblicitari in cui campeggi chiaramente il messaggio “Noi non usiamo olio di palma“.

Eppure, mentre (quasi) tutti si affrettano ad assicurare di aver tolto il fatale ingrediente dalle loro preparazioni, c’è chi ha deciso di andare contro corrente, e di ribellarsi contro quella che viene definita una “demonizzazione ingiustificata”.

La Ferrero, azienda leader nel settore dolciario da ormai 70 anni, ha attuato infatti il suo piano di contrattacco attraverso due mosse precise: uno spot in cui, attraverso la voce dei dipendenti, afferma di usare un olio di palma assolutamente eco sostenibile e controllato, ed un vero e proprio convegno, organizzato a Milano, cui ha preso parte anche il viceministro dell’agricoltura Andrea Olivero. Tema del dibattito? Naturalmente contrastare quella che Olivero stesso ha definito “la moda di demonizzare” questo o quel componente dei prodotti alimentari, in questo caso l’olio di palma.

L’azienda piemontese, dopo aver visto il suo prodotto di punta, Nutella, trionfare in un test sulle creme spalmabili condotto dalla tedesca Stiftung Warentes, ora è pronta a lanciare l’ennesima battaglia per difendere questa e tanti altri dei suoi dolci, così amati da grandi e piccini di tutto il mondo.

Del resto, se è vero che, come recita una famosa pubblicità, “Che mondo sarebbe senza Nutella?” la Ferrero difende a spada tratta il suo capolavoro, che negli anni in molti hanno provato ad imitare ma, ad essere onesti, con risultati piuttosto scarsi: merito della ricetta rimasta a lungo top secret, di cui anche l’olio di palma, si sa, fa parte.

Nessuna retromarcia, quindi: l’azienda continuerà ad usare il “famigerato” olio e in questo spot spiega perché:

Siamo in grado di produrre i nostri prodotti utilizzando l’olio di palma perché dal punto di vista della sostenibilità ambientale il nostro olio è migliore di quelli utilizzati dai concorrenti

Questa la spiegazione, molto semplice, di Alessandro d’Este, amministratore delegato e presidente di Ferrero Italia, che sostanzialmente è la stessa che viene ripetuta nello spot. Come se non bastasse poi, a suffragare la posizione della Ferrero interviene nientemeno che Greenpeace, organo supremo di tutela dell’ambiente, attraverso la persona di Chiara Campione, anch’essa presente al convegno.

Il modello di rapporti che abbiamo messo a punto con Ferrero come con altre grandi aziende è un modello virtuoso. 

Sostiene la portavoce di Greenpeace Italia. Che aggiunge, a proposito della deforestazione, uno dei principali capi d’accusa rivolto all’utilizzo dell’olio di palma: “Il tema delle deforestazione legata alla produzione dell’olio riguarda soprattutto le migliaia di piccoli produttori che non lavorano per grandi aziende. In questo momento stiamo lavorando sia con i produttori di olio di palma in Indonesia sia con le grandi aziende che utilizzano l’olio“.

Tanto che la Campione non perde l’occasione per lanciare una stoccata a Ségolène Royale, la prima che, qualche tempo fa, aprì una vera e propria campagna anti-Nutella, chiedendo che fosse bandita dalle tavole francesi: “Dovette poi scusarsi – spiega – perché è inutile che noi lavoriamo insieme alle aziende per creare modelli virtuosi e successivamente lasciare che vengano veicolate delle generalizzazioni“.

Insomma, a sentire la Ferrero pare proprio che potremo godere del gusto di Nutella così com’è ancora per molto tempo; sicuramente una buona notizia per le nostre colazioni e merende, evidentemente un po’ meno per la nostra forma fisica!

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