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Palermo, bimba di 18 mesi ingerisce hashish: è in rianimazione

Sono stati gli stessi genitori a portare la figlia in ospedale dopo essersi resi conto che la piccola aveva ingerito per sbaglio la sostanza stupefacente: adesso gli inquirenti dovranno far luce sull'accaduto.
hashish

Come può una bimba di 18 mesi ingerire hashish e finire in ospedale? Ebbene, è successo a Palermo dove la piccola è stata ricoverata in Rianimazione all’ospedale pediatrico Di Cristina; prima si trovava all’ospedale Buccheri La Ferla. “La piccola è stata trasferita da noi dopo aver ricevuto le prime cure. Al momento si trova in Rianimazione, il quadro clinico è di intossicazione da ingestione di droghe” ha dichiarato il direttore sanitario Giorgio Trizzino all’agenzia di stampa Ansa.it. La bimba non sarebbe in pericolo di vita mentre gli inquirenti stanno cercando di capire cosa possa essere accaduto. In corso le indagini della Squadra Mobile.

Sono stati gli stessi genitori a portare la figlia in ospedale dopo essersi resi conto che la piccola aveva ingerito per sbaglio la sostanza stupefacente. Stando alle prime informazioni, la piccola sarebbe rimasta sempre cosciente e solo dopo le prime visite è stato deciso il trasferimento in ambulanza coi sanitari del 118 all’ospedale pediatrico Di Cristina.

Fatti simili sono già capitati. Basti pensare che, a settembre 2017, una bambina di un anno è stata ricoverata in prognosi riservata all’ospedale di Legnano con la diagnosi di intossicazione da cannabis che avrebbe assunto mentre si trovava ai giardinetti in centro a San Vittore Olona, comune dell’hinterland di Milano. I genitori, in questo caso, avevano precedenti per droga come scrive l’agenzia di stampa Ansa.it: entrambi erano stati arrestati tempo addietro nell’ambito di un’operazione antidroga durante la quale i carabinieri avevano scoperto un laboratorio clandestino in cui venivano prodotte droghe sintetiche verosimilmente destinate ai rave party. Appena due mesi dopo un bimbo di 14 anni ha ingerito un pezzettino di hashish credendo che fosse cioccolata. I fatti, in questo caso, si sono verificati all’interno di un’abitazione di Cerignola a Foggia. Il bimbo si è salvato solo grazie all’intervento tempestivo dei medici del reparto di rianimazione degli Ospedali Riuniti di Foggia.

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