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Pampers: pannolini cancerogeni? L'azienda ribatte alla ricerca francese

Pannolini dannosi per i nostri bambini? Le Parisien nei giorni scorsi ha puntato il dito su Pampers, "rea", secondo il quotidiano francese, di usare ingredienti cancerogeni per i suoi prodotti. Ma la replica del colosso made in USA non si è fatta attendere. A chi credere dunque?
Fonte: Web
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Pannolini cancerogeni e perciò potenzialmente pericolosissimi per i neonati? Pampers non ci sta, e risponde per le rime alla bomba scoppiata pochi giorni fa, lanciata dal quotidiano francese Le Parisien.

Le accuse, pesantissime, piovute sulla multinazionale che si occupa dell’igiene intima dei più piccoli, sono appunto quelle di immettere sul mercato prodotti che contengono sostanze estremamente dannose per la salute dei bambini, tanto da poter essere considerate cancerogene. Naturalmente la replica, con ovvia smentita, del famoso brand non si è fatta attendere, e, nella persona dei suoi portavoce italiani, ha tenuto a rassicurare le mamme che utilizzano i pannolini “incriminati”.

Ma andiamo con ordine, e ripercorriamo tutte le tappe di questa vicenda clamorosa.

1. Le accuse

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Il quotidiano della capitale transalpina, Le Parisien, è stato il primo a lanciare lo scoop, sia nella versione online che in quella cartacea: riportando un test condotto dall’AsefAssociation Santé Environnement France-, costituita da 2500 medici francesi, ha affermato che i risultati ottenuti dalla ricerca avevano rilevato, nei pannolini Pampers, un contenuto di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) pari a 2 mg/kg. Più precisamente, nei pannolini sono stati rintracciati anthracene e chrysene, due derivati del petrolio classificati come cancerogeni dall’Unione europea. Ipa che, oltre tutto, come lo stesso giornale sottolinea, si liberano per l’aggiunta di petrolati e sono utilizzati proprio per proteggere la pelle dei più piccoli.

Peccato, però, che dopo qualche ore la prima versione fornita da Le Parisien inizi a vacillare, mentre intanto le agenzie, riprendendo la notizia, avevano cominciato a diffonderla a livello internazionale.

2. Il cambio di versione

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Almeno sulla versione online del quotidiano inizia a circolare la notizia che la ricerca non sia stata condotta da Asef ma Love and Green, azienda concorrente della Pampers che distribuisce prodotti ecologici. Questo, naturalmente, inizia ad instillare i primi dubbi sulla veridicità del test, dato che non viene citato mai il nome del laboratorio, definito “autorevole” dal giornale, che l’ha effettuato. Tuttavia l’ipotesi che possa esistere anche solo la minima possibilità che tutto ciò sia vero non può non suscitare preoccupazione, perché stiamo parlando di un prodotto che è a strettissimo contatto, oltre tutto prolungato, con la pelle dei nostri bambini. E si tratta pur sempre di un ingrediente che è intimamente collegato con diverse e gravi patologie croniche, come il tumore o l’infertilità, ecco perché si è reso praticamente indispensabile un commento anche da parte dei responsabili Pampers, un po’ come recentemente hanno fatto i dirigenti di Rigoni in seguito al test effettuato dalla tedesca Stiftung Warentest.

3. La risposta di Pampers

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Tutti gli ingredienti dei nostri pannolini sono strettamente selezionati, controllati e valutati in dettaglio oltre a vantare una lunga storia di uso sicuro, negli anni, in molti prodotti di largo consumo. I componenti dei prodotti Pampers inoltre rispondono alle stringenti norme europee dettate dal regolamento Reach che ne confermano la sicurezza sia in fase di produzione che di utilizzo

Questa la risposta di Marco Fabrizio Sambuco, direttore delle relazioni esterne Pampers per l’Italia. L’azienda, che si affida a Fater per il nostro mercato e ha sede a Pescara, aggiunge: “Prima che ogni singolo prodotto venga messo in commercio vengono effettuati test clinici sia da pediatri esterni che da esperti interni“.

Niente di assolutamente vero nelle affermazioni riportate da Le Parisien, dunque. E per quanto riguarda il petrolato, allora?

Per contribuire a ridurre la possibilità di arrossamenti, derivanti dall’interazione fra urina e feci– spiega ancora Sambuco- arricchiamo i nostri pannolini con una delicata lozione applicata sulla superficie del pannolino. Ma il petrolato in essa contenuto è purificato e sicuro per l’uso in prodotti destinati ai bambini

Tanto che, assicura, i test di sicurezza di Pampers sono stati esaminati e valutati dal professor Daniel Hohl, medico e pediatra dermatologo, già presidente dell’associazione europea di dermatologia pediatrica, che ha certificato la sicurezza dei prodotti Pampers per l’uso sulla pelle dei bambini. Per tutti questi motivi l’azienda nega con convinzione che il petrolato possa rilasciare Ipa nelle quantità riportate dalla ricerca, ed anzi lo “difende”, affermando che, come lo stesso professor Hohl spiega, non solo si tratta di un ingrediente assolutamente innocuo ed ampiamente utilizzato in cosmetica, ma anche assolutamente raccomandato da dermatologi e pediatri proprio per difendere la pelle dei bambini.

Insomma, difficile davvero capire dove sta la verità: da una parte c’è la reputazione  di un’azienda che da più di 50 anni si occupa di neonati, dall’altro dei dati sconcertanti che hanno addirittura a che fare con il cancro. Quello che forse sarebbe però giusto offrire alle mamme e ai neonati di tutto il mondo, per una volta, dovrebbe essere la sincerità al 100%, perché stiamo parlando della salute dei nostri figli, ed ogni questione di mercato e di concorrenza dovrebbe, con una sufficiente dose di buon senso, essere accantonata in ragione di un obiettivo ben più importante: difenderla e tutelarla.

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