La Gran Bretagna sta affrontando una drammatica crisi relativa all’approvvigionamento di carburante, che probabilmente renderà indispensabile l’impiego di centinaia di soldati per la consegna della benzina ai distributori sparsi per il Paese.

La situazione sembra essere precipitata a causa del panic buying, ovvero quel tipo di acquisto effettuato in preda al panico da moltissimi cittadini, spaventati dalla possibilità di non riuscire più ad alimentare le loro auto. Un po’ come accadde durante il lockdown del 2020 con la farina e il lievito.

A nulla sono servite le rassicurazioni del primo ministro Boris Johnson. I cittadini britannici hanno preso d’assalto non solo i distributori di benzina (di cui il 90% è ormai senza scorte) ma anche i supermercati e i negozi di alimentari.

Secondo quanto affermato da Manmohan Sodhi, professore di gestione delle catene d’approvvigionamento alla Bayes Business School, “è abbastanza chiaro che da queste carenze – che siano causate dal Covid, dai periodi di lockdown o dalle incertezze dovute alla Brexit – stiano derivando ricadute in tutti i settori legati all’insufficienza di autisti”.

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Proprio per questo si teme che, in tempi brevi, la crisi possa colpire anche altri settori, come quello alimentare e manifatturiero.

Per tentare di risolvere la situazione – o quantomeno contenerla – il governo britannico ha concesso fino a 10.500 visti di lavoro temporanei per i camionisti stranieri. Una misura decisamente straordinaria, considerato anche il recente piano d’azione messo a punto dal governo che prevede controlli rigidissimi sull’immigrazione.

Si consiglia comunque ai cittadini di usare la macchina solo se strettamente necessario e per spostamenti brevi, in modo da permettere alle compagnie petrolifere di riorganizzare le scorte. Nel frattempo, si sta pensando a un modo per garantire gli spostamenti ai medici e agli operatori sanitari.

Si tratta, a ogni modo, di una batosta non indifferente al sistema produttivo della nazione, che pur si stava rialzando dal punto di vista sanitario dopo il periodo di difficile convivenza con il Covid-19.

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