"C'è solo un'etichetta che posso indossare": il potente messaggio di Paola Egonu

La campionessa europea di pallavolo, conduttrice per una sera del noto programma di Italia 1, ha parlato della necessità di liberarsi di ogni pregiudizio e delle difficoltà nel gestire la pressione mediatica a cui è costantemente sottoposta.

Questa sera voglio parlarvi di una cosa che mi sta molto a cuore“. Comincia così il monologo di Paola Egonu a Le Iene, dove il 26 ottobre è apparsa come conduttrice per una sera, prendendo il posto al fianco di Nicola Savino, prima di lei occupato da Elodie, Rocio Munoz Morales ed Elisabetta Canalis. La pallavolista, campionessa europea, ha parlato della difficoltà di gestire la pressione mediatica.

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“Io sono un’atleta e su di me ci sono molte aspettative. In alcuni momenti la pressione può schiacciarti, perché tutti si aspettano tanto da te. Ovviamente questo fa parte del gioco e lavoro tutti i giorni per trasformare la pressione in coraggio, la difesa in attacco. Questo mi piace. Quello che invece non mi piace sono le etichette che la gente mi appiccica addosso. Ci preferisce giudicarmi per chi amo, per il colore della mia pelle, per il mio passaporto. Io questa cosa non la sopporto. E se davvero volete mettermi addosso un etichetta ce n’è solo una che posso indossare: libera”.

Di etichette e pregiudizi, Paola purtroppo ne sa qualcosa. Tante volte l’atleta, ha raccontato di aver subito numerosi episodi di razzismo, vissuti già dall’infanzia, fin da quando ha cominciato a frequentare l’asilo. “Ero piccola, ancora non capivo e non comprendevo il motivo di tanta cattiveria nei miei confronti“, aveva dichiarato in una vecchia intervista rilasciata a Silvia Toffanin, a Verissimo.

La stessa cattiveria, però, alcune persone hanno continuato a riversargliela addosso anche una volta cresciuta, colpendo poi anche la sua famiglia, giudicandola per il colore della sua pelle, condannandola senza motivo. Il suo monologo è ancora più importante alla luce di tutto quello che la pallavolista ha subito: non è solo un inno alla libertà ma, soprattutto, l’invito a non lasciarsi mai abbattere dai pregiudizi della gente.

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