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Paralimpiadi, il trionfo di Cecilia Camellini: secondo oro e record del mondo

Una favola azzurra per Cecilia Camellini alle Paralimpidi nel nuoto, 50 stile libero. L'atleta italiana ieri aveva vinto l'oro nei 100 sl S11 (atleti non vedenti) E stasera ha bissato, stabilendo un nuovo record del mondo con 30,94 e entusiasmando il pubblico dell'Aquatics Centre di Londra.

La nuotatrice azzurra Cecilia Camellini ha vinto il suo secondo oro, con il tempo di 30″94, nuovo record del mondo, nei 50 stile libero alle Paralimpiadi di Londra (classe S11 non vedenti). Come certe persone possano conquistare tre medaglie in tre giorni consecutivi proprio non si capisce, così come non si capiscono altre cose…come scherza Cecilia stessa:

«Non capisco come facciano certe persone a nuotare a occhi aperti»
«Potrebbero farlo benissimo a occhi chiusi»

Cecilia è cieca sin dalla nascita perché, 20 anni fa è nata prematura. Questo tuttavia non l’ha mai fermata e pur di seguire le orme del fratello già a tre anni si trova in piscina a nuotare!
A 11 anni inizia anche a nuotare per vincere e accumula un successo dopo l’altro, meritandosi spesso anche tre medaglie alla volta! Pensate che oltre a tutto ciò è riuscita a infilare anche la sua educazione, conseguendo il diploma al liceo classico. Il suo futuro è ancora un’incognita però: le piace la letteratura ma ama anche trascorrere ore ed ore a mollo in acqua.

Cecilia Camellini si augura quindi che questo successo sia di incentivo anche per le altre gare che dovrà affrontare e noi le facciamo ovviamente i nostri migliori auguri per questo.
Guardando le paralimpiadi mi sono resa conto che è davvero uno spettacolo vedere questi atleti gareggiare, hanno una carica e una positività davvero invidiabile. Loro, gli atleti, non pensano neanche più all’handicap iniziale, sono lì per gareggiare, per vincere, per confrontarsi al massimo livello mondiale. Ma il grande pubblico ancora fatica a vedere questo come sport vero, senza aggettivi, senza forme di velato pietismo o di solidarietà retorica. E i giornalisti sportivi, raramente fanno eccezione. Si coglie soprattutto il deficit, e la capacità di superarlo, mentre è più difficile valutare e spiegare le prestazioni con la stessa competenza che si ha per gli sport “normali”.

Speriamo davvero che queste Paralimpiadi contribuiscano a far cambiare atteggiamento rispetto alla disabilità.

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