L’indecisione è spesso vista come un difetto dalla maggior parte della gente, ma a quanto pare chi ne “soffre” potrebbe possedere un’intelligenza acuta.

Non sono poche le persone che affrontano ogni scelta con grande indecisione. Mentre alcuni giungono a conclusioni molto rapide, altri faticano a soppesare le opzioni e potrebbero persino cercare di svincolarsi da ogni tipo di scelta.

L’indecisione “cronica” può essere collegata a problemi come l’ansia, anche se recenti ricerche suggeriscono che questa può anche avere un lato positivo. Ci proteggerebbe, infatti, dal commettere errori dovuti all’eccessiva fretta. Infatti, quando la persona perennemente indecisa arriva finalmente a una conclusione, questa è generalmente più saggia e ponderata. 

Autoironia: chi ce l'ha è intelligente

Grazie a una scala specifica che misura i livelli di indecisione, la Frost Indecisiveness Scale, gli psicologi hanno dimostrato che l’indecisione è spesso un prodotto del perfezionismo. I perfezionisti hanno paura della vergogna o del rimpianto che possono derivare dal fare la scelta sbagliata, quindi rimandano le decisioni finché non si sentono certi di fare la cosa giusta.

La frustrazione che questa tendenza comporta può essere un ostacolo alla felicità dell’individuo. Uno studio di Eric Rassin, professore di psicologia all’Università Erasmus, nei Paesi Bassi , più alto è il punteggio di qualcuno sulla scala Frost, più basso sarà il punteggio che valuta il livello di soddisfazione nella vita.

È poco probabile, infatti, che le persone indecise dicano frasi come che approvino affermazioni come “se potessi rivivere la mia vita, non cambierei quasi nulla”. Nonostante i livelli di felicità più bassi, gli indecisi vantano però un livello più profondo di comprensione della realtà, almeno stando alle ricerche portate avanti dalla professoressa di psicologia sociale Iris Schneider.

Gli studi di Schneider suggeriscono che le persone indecise sono meno inclini al “bias di corrispondenza“, ovvero quella tendenza a ignorare il contesto all’interno del quale si verifica l’azione di una persona. Per fare un esempio semplice: se qualcuno scivola, il bias di corrispondenza potrebbe portarci a concludere che quella persona sia semplicemente goffa, facendo passare in secondo piano un elemento importante come, ad esempio, la scivolosità del pavimento.

“Le persone indecise dovrebbero abbracciate la loro condizione”, ha dichiarato Jana-Maria Hohnsbehn, ricercatrice in psicologia. “Questa può aiutare a farci capire come le cose siano in realtà complesse e spesso necessitino di tempo per essere capite fino in fondo”.

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