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In ricordo di Pierina Tavani, la “Stella” libera cui “tutti andavano dietro”

Il suo nome di battaglia era Stella, proprio come la stella polare che tutti seguivano con ansia in attesa di notizie. Pierina Tavani si è spenta a 92 anni e oggi Caorso la ricorda per il suo coraggio e la sua forza di volontà: in giovane età, è stata infatti una staffetta partigiana.

Nacque l’8 agosto 1926 e spese la sua gioventù nel compiere un servizio che le riconobbe grandissimo onore: Pierina Tavani fu una giovanissima staffetta partigiana della 62esima Brigata Garibaldi L. Evangelisti, conosciuta da tutti con il suo nome di battaglia, Stella. Durante gli anni della guerra, Pierina consegnò migliaia di messaggi ai suoi compagni, pedalando ogni giorno per 8 ore in sella alla sua bici, attraversando la Val D’Arda.

Lo scorso 23 ottobre 2018, la “Stella” partigiana si è spenta a 92 anni nella sua casa di Caorso, dove visse tutta la sua vita. La storia di Pierina viene ricordata come omaggio a una coraggiosa ragazza che affrontò i pericoli e le intemperie per portare speranza ai ragazzi in battaglia. Sul suo percorso, però, fece anche brutti incontri. Come quella volta che, nel 1944, si imbatté nelle Brigate Nere e venne trattenuta a Cremona, presso Villa Merli.

Per diversi giorni, Pierina rimase nelle mani della milizia fascista della Repubblica Sociale Italiana, e in quel luogo di disperazione chiamato “villa delle torture” compì i suoi 18 anni. Non venne mai torturata, ebbe modo di confessare poi in seguito la donna, ma fu picchiata più e più volte. Il suo più grande orgoglio? Essersi mostrata talmente furba da non cadere nella trappola della milizia: non avendo mai letto i biglietti che portava ai combattenti, non poté in alcun modo fare la spia.

Pochi mesi dopo la sua cattura, nell’ottobre 1944, suo fratello Giovanni “Tasso” – anch’egli partigiano – morì a seguito di un incidente stradale, schiantandosi contro un albero. Fu forse questa la scintilla che spinse Pierina a salire sulle montagne per unirsi alle truppe partigiane. Qui trascorse poi tutto il resto della sua vita. Una vita spesa a diffondere la sua testimonianza ai più giovani, affinché nessuno potesse dimenticare ciò che accadde.

In un’intervista rilasciata al sito Memorie in cammino, che raccoglie testimonianze della guerra e della Resistenza, Pierina Tavani raccontò alcuni ricordi del suo passato:

“Mi hanno chiamato Stella, chi è stato non lo so, dicevano che ero come la stella polare, che mi venivano tutti dietro. Abbiamo passato dei giorni terribili, però si stava anche bene. Eravamo abituati alla vita zingaresca. Non mi hanno mai lasciato andare dove c’era il combattimento, non hanno mai voluto che ci andassi. […] Io ci sarei andata volentieri, allora. Perché non si pensava a niente, pensavamo solo di vincere la guerra e tornare a casa”.

Fu proprio la storia di Pierina Tavani ad ispirare l’attrice Roberta Biagiarelli, che nel 2006 scrisse Resistenti – Leva militare ‘926 insieme a Francesco Niccolini. La sceneggiatura teatrale è diventata anche un film, La neve di giugno, diretto da Andrea Dalpian.

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