Il nuovo Dpcm del 18 ottobre ha stabilito un nuovo giro di vite e regole più ferree per tentare di arginare la curva dei contagi di Covid in risalita, in vista soprattutto del periodo invernale, dove i virus generalmente raggiungono i propri picchi.

Le restrizioni contenute nel nuovo decreto del Governo hanno interessato soprattutto le attività di ristorazione, la Pubblica Amministrazione e chiesto ancora di implementare, laddove possibile, lo smart working, mentre per il momento a tirare un sospiro di sollievo sono state le palestre.

Ma. C’è una ma, dietro il mantenimento delle aperture delle palestre, che riguarda soprattutto i “disobbedienti”, ovvero coloro che, a tutt’oggi, non rispettano i protocolli di sicurezza previsti per contenere l’emergenza sanitaria, ai quali è stato dato un ultimatum: hanno sette giorni di tempo per uniformarsi e rispettare le regole, altrimenti tutte le strutture sportive saranno chiuse senza eccezioni.

Ma di quali regole stiamo parlando, di preciso? Come ha spiegato la Federazione Medico Sportiva Italiana, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, palestre e piscine devono prima di tutto rispettare le norme del distanziamento sociale, evitando gli assembramenti.

Poi si dovranno rispettare:

La prenotazione

Per accedere alle palestre, proprio come accade già, ad esempio, per parrucchieri o centri estetici, si dovrà prenotare. Chi accede dovrà essere registrato con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e, in alcuni casi, anche con il numero del documento di identità, così da poter mantenere un tracciamento dei passaggi. In questo modo, se qualcuno risultasse positivo, si risalirebbe a chi ha avuto accesso alla struttura negli ultimi giorni. Gli elenchi delle presenze saranno conservati per quattordici giorni.

L’uso degli spogliatoi

Spogliatoi, servizi igienici e docce dovranno essere igienizzati spesso, e sistemati così da garantire la corretta distanza tra gli sportivi al momento del cambio. Non è però escluso che alcune strutture possano chiedere ai loro iscritti di presentarsi già in tenuta da allenamento, per evitare assembramenti nelle zone degli spogliatoi.

Gli accessi dovranno essere regolamentati e potrebbero essere predisposte apposite barriere di separazione, ad esempio tra un piatto doccia e l’altro, o fra i sedili.

L’uso dei macchinari

Tutti i  macchinari dovranno essere igienizzati di frequente e disinfettati dopo ogni utilizzo, e ovviamente dovranno essere distanziati. Ognuno non potrà muoversi a meno di due metri dalle altre persone e dovrà disinfettare le mani con gli igienizzanti messi a disposizione dalla struttura.

Coronavirus: le mascherine bloccano davvero il contagio?

Lezioni collettive

Laddove ci sono lezioni di gruppo, queste continueranno a essere consentite solo nel caso in cui l’ambiente sia sufficientemente ampio da permettere l’adeguato distanziamento. Non potranno ovviamente essere condivisi accappatoi, asciugamani, saponette e bottiglie d’acqua, mentre gli indumenti dovranno essere custoditi negli armadietti o chiusi nella borsa.

Le piscine

E per quanto riguarda il nuoto? Fermo restando che gli spalti sono accessibili solo per le competizioni riconosciute dal CONI, dal Comitato Italiano Paralimpico e dalle Federazioni – con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale, e comunque con massimo 200 spettatori nelle piscine al chiuso, 1000 in quelle all’aperto –  i posti dovranno essere prenotati, assegnati e dovranno esserci ricambi d’aria funzionanti, distanza di un metro con il vicino e mascherine indossate da tutti. All’ingresso, inoltre, verrà misurata la temperatura.

Niente pubblico invece per il nuoto libero e gli allenamenti privati: in vasca dovranno esserci almeno 7 metri quadrati a persona e, come nel caso delle palestre, anche qui gli utenti saranno registrati. Valide le medesime precauzioni anche per l’uso degli spogliatoi.

Diversamente dalle palestre, prima di entrare in piscina ci si dovrà fare la doccia con il sapone, idem dopo; la cuffia è ovviamente obbligatoria. Sull’acqua saranno effettuato analisi chimiche e microbiologiche ogni 30 giorni.

La discussione continua nel gruppo privato!