Il Corriere.it ha pubblicato un’intervista a Thomas Hartung, professore alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, che è stato per anni a capo del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi.
La sperimentazione animale è un argomento che fortunatamente deste ancora molto interesse.
Le case farmaceutiche che sostengono i costi della ricerca sono propense ad abbandonare la sperimentazione animale, anche solo per quanto riguarda il business.

La sperimentazione animale infatti ha costi e tempi molto lunghi e oggi è richiesto uno sviluppo molto più celere. Secondo Hartung mentre la scienza è pronta ad accogliere qualsiasi esperimento senza l’utilizzo degli animali, i governi frenano le nuove scoperte per conflitti economici. Le grandi differenza tra Europa e Stati Uniti sono evidenti: i soldi investiti sono gli stessi ma in Europa non si è in grado di coordinare le ricerche e i risultati. Un’inefficienza che rallenta qualsiasi processo.

“Negli Usa ci sono grandi agenzie che lavorano insieme ad un programma di 150 milioni di dollari per arrivare ad una concezione differente. Dall’alto si decide cosa serve, e dal basso i laboratori si mettono al lavoro per svilupparlo”

racconta Hartung nell’intervista.

Per l’ennesima volta, il fanalino di coda nel mondo.
Sul Corriere.it è possibile trovare l’intervista completa.

Articolo originale pubblicato il 21 Febbraio 2014

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