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Le cose da sapere (vere) riguardo alla foto "simbolo" del riscaldamento globale

La foto di alcuni cani che corrono nelle acque di un fiordo parzialmente sciolto ha messo in allarme sul riscaldamento globale: ma qual è la verità?

In questi mesi, il clima è diventato una vera e propria emergenza, sulla scia dell’intervento della giovanissima Greta Thunberg si parla molto del riscaldamento globale e delle sue terribili conseguenze. Naturalmente, il problema è reale e bisogna impegnarsi per trovare una soluzione, ma non è di aiuto creare falsi allarmismi.

Proprio nelle scorse ore, per esempio, sta facendo il giro del web una foto che ha lasciato molte persone di stucco. Lo scatto immortala alcuni cani da slitta che sembrano camminare sull’acqua: in realtà si tratta di un’immagine di un fiordo parzialmente sciolto, in cui alcuni centimetri di acqua di fusione coprono una lastra di ghiaccio spessa 1,2 metri che risulta così invisibile.

La foto è stata scattata qualche giorno fa da Steffen Olsen, scienziato del Centro per l’Oceano e i Ghiacci dell’Istituto meteorologico danese, che si trovava presso il fiordo di Inglefield Bredning nella Groenlandia nordoccidentale. Pubblicata su Twitter dal suo collega Rasmus Tonboe, l’immagine è stata condivisa migliaia di volte ed è diventata il simbolo dello scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia. Lo stesso Tonboe ha commentato così questo avvenimento:

“Steffen Olsen quest’anno ha incontrato difficoltà nel riportare indietro la nostra attrezzatura oceanografica e meteorologica situata nei ghiacci della Groenlandia nordoccidentale, a causa del rapido scioglimento, del ghiaccio con bassa permeabilità e delle poche crepe che hanno lasciato l’acqua di fusione in superficie”.

Colpa dei cambiamenti climatici, dell’inesorabile riscaldamento globale di cui tanto si sta discutendo negli ultimi anni? È indubbio che qualcosa sia avvenuto, ma la verità potrebbe non essere così allarmante. A dare spiegazione del fenomeno è stata la dottoressa Ruth Mottram, scienziata dell’Istituto meteorologico danese, che in un’intervista al Guardian ha rivelato come lo scioglimento del fiordo fosse già previsto. Questo evento accade ogni anno, sebbene di solito avvenga nel mese di luglio, dunque l’eccezionalità consiste nel fatto che si è verificato in anticipo.

È dunque un chiaro campanello di allarme, ma non grave quanto la foto suggestiva potrebbe suggerire.

Anche le temperature particolarmente elevate che sono state registrare in questi ultimi giorni – il picco massimo è stato di 17.3° C – non sono obbligatoriamente significative. Il ruolo del riscaldamento globale in questo fenomeno è ancora tutto da dimostrarsi, anche perché non è la prima volta che lo scioglimento dei ghiacci del fiordo in questione è avvenuto con qualche settimana di anticipo. Già nel giugno 2012 era accaduto qualcosa di simile, con la quasi totalità del ghiaccio scomparsa per le temperature eccessivamente alte.

Ricapitolando: niente allarmismi, ma non bisogna sottovalutare comunque la reale portata del problema climatico. La dottoressa Mottram ha infatti specificato:

“Le nostre simulazioni di modelli climatici prevedono che ci sarà un generale declino nella lunghezza della stagione dei ghiacci in Groenlandia, ma come e quanto velocemente accadrà dipende molto dal modo in cui aumenterà la temperatura globale”.

Perché dobbiamo fare attenzione a non creare falsi allarmismi? Non solamente sono inutili, ma possono rivelarsi addirittura dannosi per la causa che intendiamo sostenere. Di recente, questo argomento è stato trattato da Matteo De Giuli all’interno del libro The Game Umplugged, edito nel 2019.

Lo scrittore ha parlato di un video che, proprio come la foto di cui ci siamo occupati oggi, ha rapidamente fatto il giro del web e suscitato grande preoccupazione sul tema dei cambiamenti climatici. Il filmato ritraeva un orso polare molto deperito, con chiazze di pelo molto diradato, palesemente alla ricerca di cibo. Attorno a lui, niente ghiaccio: solo una distesa di terra brulla.

Il video è stato girato da Paul Nicklen, che lo ha pubblicato su Instagram e lo ha commentato con la didascalia “Ecco che aspetto ha la fame”. Nessun riferimento al riscaldamento globale, ma poco dopo National Geographic ha ripreso quell’immagine e ne ha fatto il simbolo della lotta contro i cambiamenti climatici.

La notizia è diventata virale, ma a poco a poco è emersa la verità: nelle zone in cui il fotografo ha immortalato l’orso, il ghiaccio in estate non c’è mai stato. È dunque evidente che la povera creatura sia malata e che le sue condizioni nulla abbiano a che fare con il clima e i suoi cambiamenti.

National Geographic ha dovuto fare un passo indietro e ammettere l’errore, ma era ormai troppo tardi: in centinaia si sono scagliati contro chi da tempo dedica il suo impegno nello studio del riscaldamento globale. Un’immagine ritoccata ha dato spunto alle tante persone che negano i cambiamenti climatici per portare avanti la loro battaglia.

In poche parole: il povero orso avrebbe dovuto smuovere le coscienze nei confronti di questo problema, ma ha ottenuto l’effetto diametralmente opposto. Il riscaldamento globale è un tema troppo importante per trattarlo con superficialità.

 

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