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Robbie Williams: "Ho una malattia mentale che cerca di uccidermi"

Robbie William parla del suo stato d salute psicologico-mentale e di come spesso abbia pensato di togliersi la vita, ecco l’intervista choc al The Sun.

L’ex Take That Robbie Williams torna a parlare dei suoi problemi psicologici-mentali in un’intervista choc al tabloid inglese The Sun dove rivela di essere stato molto vicino alla morte varie volte. Il cantante 44enne sta combattendo una lunga ed estenuante battaglia con la depressione, ma è intenzionato a vincerla:

Fortunatamente e sfortunatamente sono incline a sabotare tutto. Ho una malattia nella testa che mi vuole uccidere. A volte mi travolge, a volte è uno strumento del quale ho bisogno per salire sul palco. A volte vivo nella beatitudine ed è meraviglioso. Ma il più delle volte sono umano, con un’esperienza umana e cerco di affrontare le prove e le tribolazioni di ciò che accade tra le mie orecchie. Le cose che ho passato, sono stato vicino a… ‘Grazie a Dio, non è toccato a me’. Ci sono stato vicino davvero tante volte.

Una battaglia che dura da tutta la vita, un disturbo mentale che il cantante aveva già confermato lo scorso dicembre e che va oltre la depressione. Robbie, che soffre anche di problemi di ansia, peso e paura del palco, teme per la sua stessa vita nei momenti in cui è lasciato solo dal suo staff.

Il cantante, che in questo periodo è impegnato in Australia per il suo tour The Heavy Entertainment Show, ha ricordato di aver affrontato il suo disagio mentale per la prima volta a 19 anni. Nella sua vita è caduto più volte in depressioni e dipendenze da alcol e droga; spesso è entrato e uscito da cliniche per seguire dei programmi di riabilitazione. Robbie Williams confessa che è stato a “24 ore dalla morte” nel 2009 a causa di un cocktail micidiale di droghe e pillole.

Lo scorso settembre l’interprete di Better Man è stato ricoverato in terapia intensiva per 7 giorni a causa un’anomalia al cervello, un’esperienza che commenta così: “passare dall’essere in tournée alla terapia intensiva. L’intera esperienza mi ha davvero terrorizzato. Avevo già affrontato l’oscurità prima, ma all’epoca avevo 23 anni, 27 e poi 32. Una volta che sei sul pianeta da 43 anni, ti rendi conto che, anche se hai tutto quello che puoi desiderare, non sei invincibile. A maggior ragione se hai 43 anni e due figli”.

Non è la prima volta che Robbie Williams parla così apertamente della morte e di quanto sia stato vicino a questa. La mancanza dovuta alla morte del suo amico George Michael è stata la scintilla per tornare su questo argomento e ha detto:

Abbiamo attraversato montagne russe molto simili e mi manca tantissimo, vorrei che fosse qua.(…) La sua scomparsa mi ha fatto riconsiderare il mio stile di vita.

Gli eccessi del passato lo hanno quasi ucciso, ma oggi sta lottando soprattutto per le figlie Theodora Rose e Charlton Valentine.