Ruby Rubacuori si sfoga fuori dal tribunale di Milano: la giovane marocchina ha letto davanti alla stampa e alla magistratura un testo in cui ribadisce di essere stata usata solo per colpire l’ex premier Silvio Berlusconi. Si lamenta del fatto che i magistrati non abbiano la minima intenzione di sentire anche lei dato che si sente la parte lesa del caso. Ha chiesto scusa per aver mentito su molte cose, tra le quali la parentela con Mubarak. Ha giocato di fantasia perchè il suo vecchio passaporto gliel’ha permesso.
Sottolinea, indignata, di non aver mai avuto rapporti a pagamento, nemmeno con Berlusconi.
Nessuno l’ha voluta ascoltare e quindi ha deciso di manifestare in solitaria.
“Tutto questo lo faccio per mia figlia. Ho subito un ennesimo episodio di intolleranza quando la domenica di Pasqua una persona guardando mia figlia ha detto “spero che non diventi come sua madre”. Ho reagito male, ma vedo che tutti mi vedono come una poco di buono. La decisione di non sentirmi mi ha danneggiato, sarei la vittima ma nessuno vuole ascoltare la mia versione dei fatti”.

Secondo Ruby lei è rimasta semplicemente coinvolta in una guerra mediatica attuata contro Berlusconi. Sente di aver anche ricevuto una violenza psicologica da parte dei magistrati.

rubyVoglio difendermi dalle bugie e dai pregiudizi”. Così recitava un cartellone che Ruby ha portato davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. Sull’altra facciata del cartellone era scritto invece: “Caso Ruby: la verità non interessa più?”.

Ruby sostiene che i magistrati milanesi volessero che lei accusasse Berlusconi e che il loro atteggiamento è cambiato quando lei si è opposta a ciò.  “La colpa della mia sofferenza è anche di quei magistrati che, mossi da intenti che non corrispondono a valori di giustizia, mi hanno attribuito la qualifica di prostituta, nonostante abbia sempre negato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento e soprattutto di averne avuti con Silvio Berlusconi. L’unica prova fornita nel processo che dimostrerebbe che mi prostituivo, sono delle fotografie che il capo degli investigatori ha mostrato in aula dopo averle scaricate dal mio profilo Facebook: una circostanza ridicola”.
All’epoca dei fatti Ruby aveva solo 17anni.
Per questa vicenda Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. La testimonianza della giovane marocchina è sempre stata rimandata, anche per l’indisponibilità della stessa Ruby, e infine cancellata. Al momento il processo Ruby è sospeso fino al 22 aprile in attesa della decisione della Cassazione.
Berlusconi nega le accuse e Ruby continua a sostenere di non aver mai avuto nessuna relazione sessuale con l’ex premier.

 

Articolo originale pubblicato il 4 Aprile 2013

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