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Satin Rose per le donne "maledette" dal ciclo mestruale, costrette a dormire con gli animali

Per aiutare le donne nepalesi, considerate "maledette" quando hanno il ciclo, nasce Satin Rose, che distribuirà assorbenti e biancheria intima alle giovani per affrontare le mestruazioni. A idearlo un giovane italiano, fondatore di una onlus.

È una triste, ma purtroppo vera constatazione che se si è donna è molto meglio nascere in certe aree del mondo, piuttosto che altre.

E non si tratta solo della discriminazione, del sessismo e del maschilismo ancora imperanti in moltissime culture, che relegano le donne a un concetto di essere “inferiore”, ma anche del modo in cui questioni fisiologiche, intimamente connaturate all’essere femminile stesso, vengono interpretate per accentuare ancora di più l’ostracismo sociale cui sono forzatamente sottoposte dagli uomini. Prendiamo il caso, eclatante, delle mestruazioni.

Mentre in Europa o negli Stati Uniti si propone il flusso libero, che promette di liberare definitivamente le donne dal giogo di assorbenti e tamponi, in altri paesi del mondo il ciclo mestruale rappresenta tuttora una vera e propria condanna, una manifestazione di impurità, una ragione valida affinché le donne vengano, in quel periodo, allontanate dalla vita della comunità, relegate ai margini, trattate alla stregua di bestiame.

Accade in India, ma anche in Nepal, dove le ragazze, durante il ciclo mestruale, subiscono la pratica hindu del chaupadi. Lì, dove le mestruazioni sono ancora considerate una vera e propria maledizione, “alle bambine viene fatto credere di essere sporche durante il ciclo, devono dormire fuori casa. E a volte ‘fuori casa’ significa nelle stalle, con gli animali”. A spiegarlo a  Vanity Fair è Alessandro Della Morte, fondatore, insieme a Torello Monsagrati, di Monsalvat for Asia, la onlus nata per sostenere le famiglie dei villaggi del Nepal dopo il terremoto che ha colpito il paese asiatico nel 2015.

Nei paesi più piccoli ho visto degli strani dormitori. Ma dormitori non è la parola adatta. Baracche dove se ne stavano alcune ragazze. Ho fatto loro qualche domanda. Non mangiavano e non andavano a scuola da giorni. Motivo? Il ciclo mestruale. Non avevano neppure gli assorbenti. Mancavano i bagni.

Proprio dopo aver visto con i propri occhi le terribili condizioni in cui le giovani donne nepalesi sono costrette a vivere durante il periodo mestruale, Alessandro e la sua onlus hanno deciso di dar vita al progetto Satin Rose, che mira proprio a rendere il momento delle mestruazioni meno doloroso e più vivibile per tutte le ragazze. L’idea parte da una cosa che per noi è elementare, ma di cui nel paese si ha un estremo bisogno, ovvero l’approvvigionamento di assorbenti per le donne, accompagnato dalla distribuzione di capi di intimo. La seconda parte del progetto, spiega Alessandro, prevederà invece di costruire bagni separati nelle scuole, affinché le più giovani non debbano affrontare con imbarazzo il loro ciclo, ma lo possano vivere nella maniera più naturale possibile.

Parliamo tanto di uguaglianza di genere, senza accorgerci che è un lusso.

Dice Alessandro. Di certo, Satin Rose potrebbe rappresentare un piccolo, importantissimo passo per dare dignità e normalità alle donne nel vivere il proprio ciclo mestruale, fornendo loro tutti gli strumenti di cui necessitano e che, attualmente, non sono disponibili. Per abbattere il pregiudizio, invece, forse servirà ancora molto tempo, ma se le basi sono queste, allora forse possiamo sperare.