La polizia americana, in ogni Stato degli USA, conduce regolarmente operazioni per catturare gli uomini che pagano per il sesso: la vendita e l’acquisto di sesso da parte di adulti consenzienti rimane infatti illegale negli States, tranne che in una piccola parte di Las Vegas.

In tutti gli Stati Uniti le forze dell’ordine hanno sempre combattuto per porre fine a questa pratica, ma in Texas è nata una vera e propria scuola per rieducare chiunque sia arrestato per la prima volta per reati di adescamento.

Come ha condiviso il Guardian, la scuola si trova a Waco, Texas, e si chiama John School: si tratta di un programma di educazione obbligatoria anti-prostituzione per gli uomini condannati per la prima volta, accusati di adescamento, che opera dal 2016, attraverso Jesus Said Love, un’organizzazione no-profit guidata da Brett Mills e dalla moglie Emily Mills.

Il corso, obbligatorio, costa a ogni partecipante 525 dollari. Mills, però, ha detto al Guardian che se dipendesse da lui il costo sarebbe 20 volte più alto, in modo da far sentire ai clienti il peso del loro crimine. Per esempio, Mills ha citato la guida in stato di ebbrezza, che “costa più di 10.000 dollari se si tiene conto del sequestro, delle multe, del tribunale e delle spese legali“.

Mills, come riporta il Guardian, fa da istruttore agli uomini condannati per adescamento e cerca di far capire loro, seppur con gentilezza, le gravi conseguenze delle loro azioni. “In questo momento nel nostro ufficio ci sono otto donne che hanno subito violenze da parte di uomini come voi… E non ditemi che la legalizzazione è la strada da percorrere“, ha dichiarato alla classe, durante una lezione.

Trattiamo le persone con gentilezza, a prescindere da quanto siano state tremende con le donne, per poterle ascoltare“, ha continuato Mills.

L’organizzazione di Brett Mills si concentra sull’aiutare le persone a lasciare l’industria del sesso commerciale, mentre le John School insegnano che le donne non devono essere comprate e vendute.

Gli sforzi delle autorità e delle organizzazioni come quella di Brett Mills, comunque, rischiano di mettere in mezzo anche chi, in realtà, non ha colpe: “Sono stata catturata in una retata a Dallas. Non volevano lasciarmi andare“, ha detto una ragazza di nome Ayesha, sex worker di 30 anni, al Guardian, che ha deciso consapevolmente di entrare in questo settore. “Era la squadra dell’FBI che si occupa di traffico di esseri umani, cercavano di farmi dire che ero una vittima. Io ho detto: ‘Guardatemi, controllate il mio comportamento, non ho l’aria di una che è stata costretta’”.

Ayesha ha abbandonato la scuola superiore e, per lei, entrare nel mondo del lavoro sessuale è stata una decisione ponderata: “Cos’altro avrei potuto fare, imbustare la spesa da Walmart per 7,25 dollari l’ora?“.

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Molte e molti sex-workers come lei rischiano di ritrovarsi così la fedina penale sporca e vedersi portare via il loro lavoro, che molti hanno scelto consapevolmente. Per moltissime donne la vita nel settore del lavoro sessuale è una costrizione e un vero incubo, ma per altre è una scelta e un lavoro come un altro che, al pari degli altri, merita dignità.

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