La Società Italiana di Malattie Respiratorie Infantili lancia un allarme: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità l’età in cui i giovani iniziano a fumare, soprattutto le sigarette elettroniche, si sta abbassando drasticamente. Secondo il sondaggio condotto dall’Iss, infatti, il 43,4% dei ragazzi si è avvicinato per la prima volta al fumo alle scuole medie. Ma il dato più preoccupante riguarda i giovanissimi: il 4,1% dei bambini inizia a fumare alle elementari.

I giovani sono ormai l’obiettivo principale delle campagne pubblicitarie dei brand di e-cigs: ad attirarli sono gli aromi, che accentuano la percezione che la sigaretta elettronica sia meno dannosa di quanto non sia realmente“, spiegano i pediatri della Simri. Una tendenza che si registra a partire dal 2012: uno studio ha dimostrato che, dal 2012 al 2018, la percentuale di ragazzi tra i 14 e i 17 anni che si approccia per la prima volta al fumo tramite le sigarette tradizionali è diminuita rispetto a quelli che iniziano con le e-cigs.

I danni immediati da fumo elettronico sono a livello delle vie respiratorie, come la suscettibilità all’asma e alla bronchiolite obliterante“, spiega Massimo Landi, vicepresidente della Simri, che sottolinea come alcuni nuovi dispositivi, come i pod-mods, aumentano notevolmente il rischio di questi problemi, perché “permettono di svapare altre sostanze diverse da quelle presenti nel fumo di tabacco“.

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Un altro problema, poi, riguarda il fatto che più si è giovani più diventa difficile smettere di fumare: il cervello dei bambini e dei ragazzi, infatti, è più sensibile alle proprietà farmacologiche della nicotina, che crea quindi maggiore dipendenza rispetto agli adulti.

“Sappiamo che il fumo da tabacco favorisce l’adenocarcinoma del polmone e potrebbe essere così anche per il fumo elettronico. Per chi fuma tabacco, passare al fumo elettronico potrebbe non comportare maggiori rischi rispetto a quelli già fatti dalla sigaretta tradizionale, ma per chi non ha mai fumato si apre la porta all’esposizione a sostanze tossiche che sicuramente porterà dei danni, ma che ad oggi sono ancora da indagare. Bisogna prestare attenzione soprattutto per la fascia adolescenziale”,

spiega ancora Massimo Landi.

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