Spotify blocca gli account di chi usava il servizio illegalmente

"503 Service Unavailable" è il messaggio che appare a chi prova ad accedere in queste ore alla pagina web di Spotify, qualora avesse creato un account "craccato", ovvero un profilo gratuito trasformato, con espedienti illegittimi, in premium.

Spotify corre ai ripari e usa il pugno duro nei confronti di tutti quelli utenti “furbetti” che pensavano di poter usare gratuitamente i servizi premium del servizio che, da tempo, offre musica in streaming on demand, come riportano le principali testate giornalistiche italiane. Un servizio usato soprattutto dai giovani che, in pochissimo tempo, ha conquistato il cuore degli italiani (e non solo) ma che, adesso, ha deciso di combattere coloro che usavano illegalmente il servizio, in barba ad ogni norma. “503 Service Unavailable” è il messaggio che appare a chi prova ad accedere in queste ore alla pagina web di Spotify, qualora avesse creato un account “craccato”, ovvero un profilo gratuito trasformato, con espedienti illegittimi, in premium.

Spotify, stando così le cose, ha adottato misure contro la pirateria, perché di questo si tratta, contro gli utenti che usufruivano del servizio premium pur non avendone alcun titolo. Un provvedimento che, però, non è stato fatto a sorpresa visto che alcuni messaggi erano stati lanciati non molto tempo fa. Il giorno dopo che Spotify ha annunciato la sua quotazione a Wall Street, ad esempio, un portavoce del servizio musicale aveva fatto sapere, senza mezzi termini, che “alcuni utenti stavano accedendo a Spotify tramite app non autorizzate”. Insomma i “furbetti” erano già nel mirino della società che, adesso, ha trovato il modo più efficiente per combatterli.

Spotify elimina i limiti di tempo e torna gratis

Tantissimi i commenti su Twitter. Ne riportiamo alcuni: “È bellissimo sapere che non ero l’unica ad avere la versione craccata di Spotify e “Oggi è una bella giornata: il mio account di Spotify craccato scaricato con un’app cinese più illegale che altro funziona perfettamente”.

C’è, poi, chi propone una soluzione (legittima) a tutto: “Ho una sola domanda sulla questione Spotify: perché non sorbirsi semplicemente la pubblicità utilizzando la versione gratuita (ufficiale)?”.

In molti, comunque, è doveroso sottolinearlo, non sapevano che Spotify potesse essere “craccato”. Questo emerge dai commenti su Twitter.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!