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The Rotten Salad: "Fashion è... ridere e prendersi in giro"- INTERVISTA

A tu per tu con Valentina Schifilliti, la "disfashion blogger" di The Rotten Salad e con il suo nuovo personaggio, Mira LeBocc, che arriva, dopo le esilaranti parodie di Chiara Ferragni, Chiara Biasi e Chiara Nasti, a lanciare un messaggio nel mondo "perfetto" del fashion...
Alcuni outfit e parodie di The Rotten Salad
Alcuni outfit e parodie di The Rotten Salad

Ok, magari non ci farà comparire come femme fatale nel prossimo selfie e, in compenso, metterà pure in evidenza qualche ruga di troppo a lato di bocca e occhi. Ma, perdonate il francesismo, chi se ne frega! Ridere è fashion! Per essere precise “disfashion”, per dirla con The Rotten Salad, alias la disfashion blogger Valentina Schifilliti.

Roba da Donne l’ha incontrata, perché è un personaggio del web che piace, fa ridere (tanto!), ma soprattutto, nel caos della Rete, con le sue parodie lancia pure un messaggio di cui il mondo virtuale, fatto di vite dubbiosamente sempre fantastiche condivise sui social, filtri Instragram e servizi fotografici di ore passati per Photoshop e, quindi, per scatti naturali, ha bisogno. Ché a prendersi troppo sul serio e inseguire costantemente ideali di perfezione a volte improbabili, si vive male.

E allora, sia per chi ama seguire sul web fashion blogger storiche ed emergenti, sia per chi la categoria non la può vedere… il “disfashion blog” The Rotten Salad e relativi canali Facebook, Instagram e YouTube sono quell’appuntamento imperdibile con la leggerezza.

E poi Valentina, dopo averci fatto morire con le parodie e le improbabili ricostruzioni di outfit delle top fashion blogger, Chiara Biasi, Chiara Ferragni e Chiara Nasti, ora è online con la sua ultima creazione: Mira LeBocc, la fashion photographer più esilarante del web. Guadare per credere Mira LeBocc, Episodio 1.

E con Mira LeBocc iniziamo la nostra intervista!

Buongiorno Valentina! … E se invece dicessimo Buongiorno, Mira LeBocc? Cosa risponderebbe la fashion photographer?
“Buonzorno un zizzolo! Z’ho zà gli spammatori che mi intasano la bacheca alle otto di mattina, sòrbole!”

Visto che siamo già sul tema, continuiamo a parlare di Mira LeBocc, il tuo nuovo personaggio protagonista degli ultimi tuoi divertentissimi video, che tra i suoi improbabili SSSSSSIUTIN, l’utilizzo massiccio di FOTOSSSIOPPP, una piadina e un fiaschetto di lambrusco, fa il verso a Nima Benati, fashion photographer bolognese. Ci racconti come è nato questo personaggio, su che messaggio fa leva e perché hai scelto proprio la Benati per la tua ispirazione?
Mira LeBocc è nata dall’esigenza di slegarmi un po’ dalle tre famose Chiare nazionali (Ferragni, Biasi, Nasti) e di interpretare un nuovo ruolo sempre e comunque all’interno del mondo del fashion. La figura della fotografa di moda mi sembrava la più adatta in quanto direttamente connessa con le fashion blogger e la prima a cui ho pensato è stata ovviamente Nima Benati, attivissima sui social non solo perché posta sempre i suoi lavori ma perché si pone lei stessa come influencer.

È stata la prima volta però in cui non ho voluto fare una vera e propria imitazione, ma più trarre ispirazione da un personaggio comunque già particolare di per sé e portare le sue caratteristiche all’estrema esasperazione.

Tramite Mira LeBocc prendo in giro inoltre tutti i personaggi noti sui social che raggiunti un tot di seguaci si sono auto-nominati web influencer e che vivono in funzione dei like e dei followers. Più che un messaggio voleva essere una sorta di “denuncia” di alcune dinamiche dei social network.

Questa è comunque una caratteristica che non ho preso dalla Benati perché non sono a conoscenza del suo rapporto coi social.

Lei non sembra averla presa troppo bene, anzi. Cosa ne pensi e fin dove può spingersi secondo te la satira (e quindi anche il suo diritto di esistere)?
Luttazzi, in un’intervista di Enzo Biagi disse “Ha paura della satira chi ha qualcosa da nascondere”, ed è esattamente ciò che penso io. Allo stesso tempo penso però che abbia dei limiti e che questi siano individuabili nel “buongusto”, limiti che ritengo di non aver ancora superato.

Veniamo alle tue tre muse ispiratrici storiche, ovvero le tre Chiare! Nasti, Biasi e Ferragni. Qual è la tua fonte d’ispirazione principale.
È veramente molto tempo che non faccio video in cui le imito, ma se ripenso alla serie “Grande Fratello Blogger Edition” direi: Nasti, altezza e il suo credersi femme fatale partenopea a diciassette anni; Biasi, la sua smisurata passione per il nero; Ferragni, il suo trovare tutto “Amazing” e l’utilizzo smodato di parole inglesi ogni due parole italiane.

E loro, invece, come hanno preso le tue foto-parodia e gli outfit ricreati con i materiali più assurdi?
Chiara Biasi l’ha sempre presa molto bene, Chiara Ferragni mette un like ogni tanto e so da Valentina (sua sorella) che in passato si è fatta grasse risate, Chiara Nasti mi ha bloccata.

Chiara Ferragni e Chiara Biasi ogni tanto ti seguono pure, con like e commenti, giusto? Le conosci personalmente?
Chiara Ferragni l’ho intravista solo due volte, la prima volta ad un evento di sua sorella e la seconda alla Fashion Week di Febbraio scorso. Chiara Biasi è della mia stessa agenzia ma a parte alla cena aziendale di Natale non ci incrociamo praticamente mai.

Ops, ma non ti abbiamo ancora chiesto dell’incidente domestico di questa estate. Ma Valentina! Se volevi aumentare il volume delle labbra non serviva rompersi labbro e… pure i denti! Sei proprio una “disfashion blogger”! Tutto a posto ora? Che poi, per vedere sempre il lato positivo – un po’ come Pollyanna e il suo gioco della felicità – anche quell’evento ti ha dato qualche spunto per riderci su!
Volevo tentare con la “terapia d’urto” un po’ in stile Chiara Nasti ma non mi è riuscito molto bene. Scherzi a parte, ci vorrà qualche mese per tornare veramente a posto purtroppo. Ad ogni modo io tento sempre di prendere il lato positivo anche da queste cose e quindi mi sono detta “Pace, i miei incisivi non mi sono mai piaciuti e invece adesso saranno perfetti!”.

A proposito di risate! Possiamo dire che il tuo disfashion blog lancia un messaggio che, in realtà, è più che mai serio: quello di sdrammatizzare una dilagante centralità dell’apparenza, sostenuta più che mai dal web e dalla vitalità dei social. Vedasi appunto il fenomeno fashion beauty blogger?
Sono molto contenta che dalle foto parodia che realizzo si intraveda una sorta di denuncia all’eccessiva serietà con cui le ragazzine approcciano le pagine delle fashion blogger e le venerino come fossero delle semidee mandate sulla terra per diffondere consigli di stile e bellezza.

Bisogna ricordare che spesso quello che vediamo tutto è tranne che “stile” e che le fotografie che ammiriamo tutto sono tranne che “naturali”. Mi piacerebbe portare ad una maggiore consapevolezza di ciò e in molti casi ci sono anche riuscita. Lo dimostrano le mail e i messaggi che ricevo da ex fan sfegatate delle “Chiare” che mi ringraziano per aver tolto da quel mondo una sorta di Velo di Maya.

Ancora una domanda sul suo passato di sociologa al lavoro in una comunità di recupero per tossicodipendenti e, poi via, con una selezione dei migliori outfit e parodie di The Rotten Salad!

Un'altra parodia di The Rotten Sald
Un’altra parodia di The Rotten Sald

Ma… come ci si finisce per creare un “disfashion blog” dopo una laurea in Sociologia a indirizzo criminologico e un’esperienza lavorativa in una comunità di recupero per tossicodipendenti?
La mia vita ha sempre corso su due binari paralleli: lo studio da una parte e la mia vena creativa dall’altra. Ho sempre amato il canto e il teatro e parallelamente agli studi studiavo anche canto e recitazione ma senza volerne fare una professione. Insomma, ho dato la precedenza agli studi “seri” e alla strada “più certa”. Quando questo binario più razionale mi è stato chiuso mi è venuto quasi automatico proseguire sull’altro.

Il web è: per sempre o… finché dura?
Se ti sai evolvere e reinventare può anche essere per sempre. Poi fanno tanto anche le occasioni che ti capitano.

E ora alcune domande veloci con risposta… Per le quali abbiamo chiesto a Valentina di risponderci con altrettante fotografie.

Il primo outfit pubblicato

Intervista a The Rotten Salad - disfashion blogger
Il primo “disfashion” outfit pubblicato su The Rotten Salad

Le foto parodia o degli outfit delle tre Chiare che ti hanno divertito di più (una per Chiara, ovviamente).

Foto a confronto: una parodia di Chiara Ferragni su The Rotten Salad
Foto a confronto: una parodia di Chiara Ferragni su The Rotten Salad
Foto a confronto: una parodia di Chiara Biasi su The Rotten Salad
Foto a confronto: una parodia di Chiara Biasi su The Rotten Salad
Foto a confronto: una parodia di Chiara Nasti su The Rotten Salad
Foto a confronto: una parodia di Chiara Nasti su The Rotten Salad

Ci fai avere un messaggio da Mira LeBocc per le oltre 1,6 milioni di fan della community di Roba da Donne in stile?
Uno virgola sssei milioni?????? Vi fazzo uno ssssiuting gratisss se mi laikate, taggate e followate! Aspettate che mi sssuona il zellulare….amore…sì, zao…ascolta, siamo a cavallo qua, eh…ozzi aumentiamo i seguazi tutto d’un botto, sòc’mel!!

Grazie Valentina! 
E occhio… noi continuiamo a seguirti! Con grande piacere!

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