Il Daily ricorda l’apertura della prima banca femminile in USA nell’800 e di come fu fondata da una truffatrice, che usava uno schema criminale molto avanzato per i suoi tempi.

Uno dei maggiori ostacoli che le donne di quell’epoca dovevano affrontare, in termini di uguaglianza, era di natura economica.

Per essere veramente uguali agli uomini negli Stati Uniti sempre più capitalisti, era necessario che le donne potessero controllare il proprio denaro. Perciò dovevano avere accesso a una banca. A parte rare eccezioni, in mancanza di tutele legali, la maggior parte delle donne, anche quelle più abbienti, era esclusa dal sistema finanziario.

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L’approvazione dell’Homestead Act nel 1862, però, segnò uno dei più importanti progressi nei diritti economici delle donne: questa legge offrì per la prima volta a molte donnedi possedere una proprietà. Ogni donna, single, vedova, divorziata o abbandonata, poteva infatti rivendicare fino a 160 acri di terra per sé e a proprio nome.

Sarah Howe, che di professione era una cartomante, già arrestata in precedenza per frode, sfruttò l’occasione e aprì la prima banca femminile degna di nota a Boston nel 1879, dopo aver osservato che le signore dell’alta e media borghesia della città avevano bisogno di un posto dove far crescere i loro risparmi. La banca si chiamava Ladies’ Deposit Company.

Circa 1200 donne depositarono un totale di 500.000 dollari. A ciascuna di loro fu promesso un rendimento dell’8% al mese, e per un po’ di tempo lo ottennero, ma i giornalisti del Boston Daily Advertiser scoprirono presto che Howe pagava i rendimenti con i depositi delle nuove clienti.

In pratica, Howe operava quello che nel gergo odierno è uno schema Ponzi, sebbene Charles Ponzi, da cui lo schema prende il nome, sia nato solo nel 1882 (un’altra dimostrazione del fatto che le donne non riescono ad avere fortuna nemmeno quando si tratta di avere il nome di un tipo di frode in loro onore).

La società di Howe, e le altre da lei fondate per replicare la truffa negli anni successivi, divennero note ai giornali degli anni Ottanta del XIX secolo.

Ci sono voluti 40 anni prima che un’altra donna aprisse la prima banca femminile affidabile: il 6 ottobre 1919 aprì a Clarksville, nel Tennessee, la First Woman’s Bank, fondata da Brenda Vineyard Runyon, un’importante leader nella comunità e responsabile della Croce Rossa locale. La banca serviva principalmente, ma non esclusivamente, le donne.

Pur non essendo mai stata un gigante finanziario, la banca era comunque “un fattore importante negli ambienti commerciali di questa e delle contee circostanti“, secondo il Leaf-Chronicle.

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