Il Viagra, farmaco utilizzato solitamente per curare la disfunzione erettile e l’ipertensione polmonare, potrebbe aiutare a prevenire l’Alzheimer.

È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Aging, il quale ha dimostrato che il medicinale è in grado di ridurre il rischio di sviluppare la malattia.

La causa dell’Alzheimer, malattia purtroppo sempre più diffusa in tutto il mondo (anche a causa dell’invecchiamento della popolazione), è stata individuata in alcune proteine: i ricercatori hanno quindi analizzato 1600 farmaci, tutti approvati dalla Food and Drug Administration, per individuare quelli che interagiscono con le proteine responsabili della malattia. E il sildenafil, comunemente noto come Viagra, è uno di quelli che ha ottenuto risultati migliori: la probabilità di sviluppare l’Alzheimer si riduce del 69%.

“I ricercatori hanno analizzato i dati sui sinistri assicurativi di oltre sette milioni di persone negli Stati Uniti e valutato il rischio di sviluppare malattia di Alzheimer in 6 anni. Tra questi soggetti hanno in particolare analizzato anche coloro che assumevano sildenafil, tendenzialmente uomini visto che il principio attivo è utilizzato soprattutto per contrastare la disfunzione erettile”,

ha spiegato a Repubblica Federica Agosta, associato di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele e responsabile dell’unità di Neuroimaging delle malattie neurodegenerative dell’Irccs Ospedale San Raffaele. Una precisazione, però, è necessaria: “I ricercatori non hanno testato l’efficacia del sildenafil nei pazienti ma solo una possibile associazione statistica tra assunzione del farmaco e rischio di malattia rispetto all’assunzione di altri farmaci“, ha chiarito la dottoressa.

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Il risultato di questa ricerca è un grande passo avanti nello studio di una malattia come l’Alzheimer, per la quale, al momento, non è ancora stata trovata una cura efficace. Individuare farmaci che siano in grado di abbassare notevolmente il rischio di sviluppare la demenza, però, potrebbe essere l’inizio di nuovi studi.

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