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Le parole agghiaccianti dell’influencer Stella Manente che non hanno scuse

La gravità di questa faccenda non risiede tanto nel moto di rabbia che la modella ha avuto di fronte alla parata. Non è un dovere farsi piacere le manifestazioni affollate, né esiste l’obbligo di conoscere cosa sia il Pride. È un'altra la cosa davvero grave.

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Giugno, il mese del Pride, si è concluso ieri con l’imponente parata a New York, città scelta per il World Pride 2019, in onore al cinquantesimo anniversario dai moti di Stonewall che del Pride sono considerati i capostipiti. Il giorno prima, sabato 29, anche in Italia si è svolto uno dei Pride più affollati del Bel Paese, ovvero quello di Milano, che ha portato in strada 300.000 persone.

Tra queste, è stata una in particolare ad attirare la maggior parte dell’attenzione mediatica, soprattutto social, ovvero Stella Manente, ventiseienne modella, attrice e influencer, che in strada però non è scesa in nome del Pride.

La donna ha infatti postato una story (che potete vedere nel video) sul proprio account instagram in cui si lamentava della folla, parlando di un treno che avrebbe probabilmente perso, definendo i manifestanti una “massa di ignoranti”, rimpiangendo l’assenza di Hitler e augurando la morte ai presenti.

Chiaramente le reazioni sono esplose in modo rabbioso, trasformando la ragazza nel bersaglio principale di critiche e insulti.

Prontamente sono arrivate dunque anche le sue risposte, sempre a mezzo instagram, in cui Stella si è scusata, trovando giustificazione nel caldo, nella frustrazione dell’appuntamento che stava mancando, affermando di non sapere nemmeno cosa fosse il Gay Pride e assicurando i follower di non avere nulla contro i gay.

Ad accompagnare le scuse, la condivisione dei messaggi e stories di coloro che, pur non giustificando le sue parole, la difendono, affermando che in fondo sbagliare è umano e che rispondere alla violenza verbale con altra violenza non è corretto.

Anche noi vogliamo sottolineare quest’ultimo punto. Le minacce di morte ricevute da Stella non sono in alcun modo accettabili. Se è comprensibile lo sdegno e la rabbia da parte di coloro che la donna ha offeso, non è però tollerabile che venga ripagata con la stessa moneta.

Detto questo, le parole della modella non perdono nulla della propria gravità e le sue scuse non sono affatto sufficienti. Tanto che molti non riescono nemmeno a considerarle del tutto sincere e c’è chi già sospetta vi siano studiate operazioni di marketing alle spalle.

La gravità di questa faccenda non risiede tanto nel moto di rabbia che la modella ha avuto di fronte alla parata. Non è un dovere farsi piacere le manifestazioni affollate, né esiste l’obbligo di conoscere cosa sia il Pride (anche se risulta quantomeno curioso che ad ignorare la cosa sia proprio una giovane modella).

È un altro l’aspetto grave di tutta questa vicenda, che si è gonfiata all’inverosimile, dividendo come sempre il pubblico in due fronti contrapposti e che si sgonfierà con altrettanta velocità, senza che nessuno impari un bel niente e contribuendo a far emergere il lato peggiore delle persone.

È l’ignoranza la cosa davvero grave.

L’ignoranza di augurare la morte ai manifestanti e inneggiare a uno dei più sanguinari dittatori della storia, forse non pensando che, caldo e treno perso ci sarebbero stati anche con una parata nazista.

L’ignoranza di accompagnare le scuse con i messaggi di sostegno di coloro che le scrivono che non ha fatto poi così male a nominare il Fuhrer.

L’ignoranza di usare perifrasi dell’abusato “ho tanti amici gay” per scusarsi.

L’ignoranza di cavalcare l’onda di notorietà, invece che preferire un rispettoso silenzio, che forse avrebbe dato più dignità alle scuse.

Ma soprattutto, l’elefantiaca ignoranza di credere di avere sempre il diritto di afferrare il proprio smartphone e divulgare al mondo ciò che sarebbe potuto essere uno sfogo privato di 5 minuti di delirio, che nemmeno il caldo può giustificare.

È per tutto questo che le parole di Stella non possono avere scuse, perché se è vero che sbagliare è umano, perseverare è diabolico.