Per la gran parte di noi Natale significa trascorrere le feste in famiglia, riuniti attorno a un tavolo o sotto l’albero per scambiarsi i regali; le feste evocano tradizionalmente serenità e pace, ma non per tutte le persone è così.

Natale è infatti anche uno dei periodi dell’anno in cui si intensificano i casi di violenza verso le donne, essendo un momento in cui, per via delle vacanze, si passa giocoforza più tempo a casa.

Con le implicazioni, terribili, che questo comporta per le donne vittime di abusi domestici, le stesse già evidenziate durante il periodo di lockdown, in cui il numero di chiamate valide via chat e via telefonica al 1522, il numero antiviolenza, è cresciuto del 71,7% (periodo compreso tra marzo e ottobre 2020), passando da 13.424 a 23.071, mentre le richieste di aiuto via chat sono passate da 829 a 3.347 messaggi.

Sono numeri impressionanti, che danno davvero l’idea di quanto grave e diffuso sia il problema, e soprattutto che, nella maggior parte dei casi, la persona violenta non sfonda la porta di casa, ma si trova già al suo interno. Ne avevamo parlato anche in questo articolo, proprio per dare conto di quanto il periodo di isolamento forzato avesse prodotto risultati terribili per le donne vittime di violenza e maltrattamenti.

Il Coronavirus ha chiuso in casa le donne con i loro aguzzini

Proprio per far capire quanto il periodo natalizio sia estremamente delicato per queste donne, per i motivi già spiegati, l’attrice e attivista femminista Valentina Melis si è recata di persona negli uffici del 155 Antiviolenza Stalking, per parlare con alcune delle responsabili e fornire un quadro generale della situazione di estremo rischio in cui le vittime si trovano.

Il 1522, attivato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento per le Pari Opportunità e gestito, da luglio 2020, da Differenza Donna, è l’unico numero nazionale a cui rivolgersi se si è vittime di violenza fisica, sessuale, economica, domestica, psicologica, abusi, soprusi, intimidazioni stalking.

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