Tutelare l’incolumità e la sicurezza delle donne, senza che questo comporti limitazioni alla loro libertà, e contemporaneamente rendere le misure cautelari e le pene per gli uomini violenti più stringenti e severe. Questa è la ratio alla base del disegno di legge, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, sulle “disposizioni per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica“. Tante le novità inserite nel nuovo ddl, che mira a contrastare la violenza sulle donne e che è il risultato del lavoro di mediazione portato avanti dalle ministre Luciana Lamorgese (Interno), Marta Cartabia (Giustizia), Elena Bonetti (Pari Opportunità e Famiglia) e Maria Stella Gelmini (Affari regionali e autonomie).

Zoombombing, la nuova forma di violenza sulle donne passa per il digital

Sostanzialmente il provvedimento è stato concepito per rendere, in maniera più efficace, inoffensivi gli aggressori e per consentire alle donne di essere sempre nella condizione di poter denunciare i propri aguzzini.

– Inasprimento di pene e misure cautelari per gli aggressori

Con il nuovo decreto, infatti, potrà essere arrestato non soltanto chi viene colto in flagranza di reato, ma anche chi viola gli obblighi di allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento,  in caso di “grave e imminente il pericolo che la persona indiziata commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale“. Sempre in questa direzione si muove l’altra grande novità contenuta nel ddl: è ora prevista la procedibilità d’ufficio per tutti i reati che riguardano la violenza in ambito familiare, se il comportamento è reiterato o se l’autore è già stato ammonito per reati del genere. In questi casi, da ora, il pubblico ministero potrà disporre la misura cautelare del fermo della persona gravemente indiziata di maltrattamenti contro familiari o conviventi, di lesione personale o di atti persecutori. Inoltre, per gli uomini che maltrattano, molestano o perseguitano le donne è previsto l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Nel caso di un rifiuto, le misure cautelari diventerebbero ancora più pesanti tanto da poter arrivare fino agli arresti domiciliari.

– Aiuti economici alle donne non indipendenti

Purtroppo, molto spesso accade che le vittime di violenza non abbiano un’indipendenza economica. Per questo, nel ddl è previsto un fondo per il cosiddetto ‘reddito di libertà’. Ovvero un incentivo economico di 400 euro per 12 mesi, per cui sono stati stanziati 30 milioni di euro per i prossimi tre anni.

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