Vittorio Feltri denigra il Sud: Ruotolo e De Giovanni lo portano in Tribunale - Roba da Donne

Vittorio Feltri denigra il Sud: Ruotolo e De Giovanni lo portano in Tribunale

Vittorio Feltri: "I meridionali sono inferiori". Scatta la denuncia per istigazione all'odio.

Hanno suscitato sdegno le parole di Vittorio Feltri pronunciate nel programma di Rete 4 “Fuori dal Coro” di Mario Giordano. Il direttore editoriale del quotidiano Libero era intervenuto per commentare l’annuncio del Governatore della Campania Vincenzo De Luca sulla chiusura dei confini nella regione sostenendo che “in alcuni casi i meridionali sono inferiori“.

Le sue parole non sono passate inosservate, tra i primi a scagliarsi contro sono stati il neo senatore Sandro Ruotolo e lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni che hanno deciso di agire in sede penale e civile per tutelare “i diritti fondamentali delle persone della Campania e del Meridione d’Italia gravemente lesi“. È stato presentato un esposto anche all’Agcom.

Sandro Ruotolo e Maurizio De Giovanni hanno conferito mandato all’avvocato Francesco Barra Caracciolo di agire sia in sede civile che penale facendo riferimento alla Legge Mancino n. 122/1993 che punisce le manifestazioni di odio anche verbale nei confronti delle persone.

Durante il suo collegamento in studio, Vittorio Feltri ha anche detto in modo offensivo e discriminatorio: “Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi?“. E nei confronti dei meridionali ha affermato: “Non soffrono di complessi di inferiorità, in molti casi sono inferiori“.

Queste le parole di Francesco Barra Caracciolo:

“A Feltri occorre ricordare i due fondamentali articoli della Costituzione: l’art. 3: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale” e l’art. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo” quale che sia la Regione o zona geografica d’Italia in cui essi vivono. Feltri farebbe bene a studiare la storia del nostro Paese, anche prima dell’Unità d’Italia, e così potrà scoprire quanto poco inferiori siano i campani e i meridionali in generale'”.

La provocazione di Vittorio Feltri è diventata in poco tempo un caso politico. La vicepresidente della commissione Affari Sociali della Camera, Michela Rostan, ha chiesto di sanzionarlo duramente dall’Ordine dei Giornalisti: “I suoi attacchi volgari sono una vera e propria istigazione all’odio razziale“. Il Pd ha chiesto alle reti televisive di non invitarlo come ospite. Ubaldo Pagano su Facebook ha affermato:

“Gli insulti di Vittorio Feltri ai meridionali sono vergognosi e inaccettabili. Mediaset, la Rai e La7 devono bloccare qualsiasi ospitata del direttore di ‘Libero’, stavolta non bastano le scuse. Definire inferiori i cittadini del Sud è indecente, non è libertà di opinione”.

Feltri, che è molto seguito su Twitter, con un post ha detto la sua sulle polemiche scatenate dalle dichiarazioni rilasciate in diretta tv:

Mi pare del tutto evidente che il Sud e la sua gente siano economicamente inferiori rispetto al Nord. Chi non lo riconosce è in malafede. L’antropologia non c’entra con il portafogli. Noto che ancora una volta le mie affermazioni vengono strumentalizzate in modo indegno“.

Il Presidente del Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, attraverso un comunicato ha fatto sapere che sarà avviata un’azione legale contro il direttore di Libero.

“Ritengo che i comportamenti di questo signore rischino di travolgere l’immagine dell’intera categoria dei giornalisti italiani, che è mio dovere tutelare, a tal fine sarà dato mandato a un legale”.

È arrivata anche la risposta dei cittadini napoletani, da oggi 23 aprile molti hanno deciso di non vendere più il quotidiano “Libero”. Sono tante le edicole che hanno affisso fuori dalle proprie attività un avviso che recita: “In questa edicola dal 23 aprile non è più in vendita il quotidiano Libero“.

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Articolo originale pubblicato il 23 Aprile 2020

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