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"Vorresti sposare mio marito?": la toccante lettera di Amy, prima di morire di cancro

Nel frattempo, Amy non ce l'ha fatta ed è morta il 13 marzo 2017.

Aggiornamento 14 marzo 2017

Amy Krouse Rosenthal è morta, il 13 marzo 2017, a soli 51 anni. La popolare scrittrice americana di bambini se n’è andata pochi giorni dopo aver scritto sul New York Times la straziante e bellissima lettera all’«uomo più straordinario che ci sia», il marito Jason, con cui era sposata da 26 anni, che trovate di seguito.

Articolo originale del 6 marzo 2017

Fonte: web

Amare una persona così tanto, in maniera così viscerale, forte, per tutta una vita e oltre, amarla davvero persino al di là di se stessi. Chi pensa che il vero amore sia un sentimento nobile in cui il bene dell’altro irrimediabilmente prevale su quello per la propria persona non può non conoscere la storia di Amy e Jason, che racconta di due vite legate a doppio filo l’una all’altra, unite da quella purezza d’animo e da quello spontaneo altruismo che dovrebbe vivere per sempre nel cuore di due innamorati.

Un amore, il loro, lungo 9490 giorni: li ha contati tutti Amy, e tutti con lo stesso straordinario entusiasmo di quel primo appuntamento al buio, organizzato dal vecchio “zio” John, l’amico comune, nel 1989. Un matrimonio colmo di gioia, di voglia di stare insieme, uno di quelli che rende la vita colorata; ma proprio quella vita che tanto ha dato ad Amy e Jason a un certo punto è tornata a reclamare il conto, e a chiedere che quel credito di felicità venisse saldato. Senza preavviso, senza prepararli, come spesso fa.

Così, il 5 settembre del 2015 Amy e Jason vanno in ospedale, e innumerevoli ore e test più tardi quella che sembrava essere un’appendicite si trasforma per lei nella diagnosi più terribile: tumore alle ovaie.

Amy e Jason sono, naturalmente, sconvolti: il cancro non lascia scampo, lei capisce che il loro sogno, quello di passare altri 26 anni insieme, e poi altri 26, presto si spezzerà.

Eppure, il suo amore per quell’uomo, per il suo Jason Brian, è più forte di tutto, e il primo pensiero che corre nella sua testa è quello di non volergli far trascorrere il resto della sua esistenza in solitudine: i figli sono tutti grandi, l’ultimo è appena partito per il college, e lei si sente colpevole al pensiero che presto lascerà il suo amore per sempre.

Così, decide di mettersi a quel computer dove per tanti anni ha lavorato, e scrive una lettera lunga, appassionata, in cui rivolge la fatidica domanda a una ipotetica donna: “Vorresti sposare mio marito?

Lei, Amy Krouse Rosenthal, scrittrice di successo di libri per ragazzi e saggi molto apprezzati dalla critica statunitense, decide di creare un profilo Tinder per il marito, per aiutarlo a trovare non la sua anima gemella (perché quella è lei) ma almeno una compagna che possa alleviargli la sofferenza per quell’addio forzato.

Nella lettera Amy ripercorre ogni attimo di quei 26 anni insieme, come l’ennesimo, bellissimo romanzo, solo che stavolta è tutto vero. Fino al tragico finale.

Nessun viaggio con mio marito e genitori in Sud Africa. Nessun motivo, ora, per fare domanda per la Harvard Loeb Fellowship. Nessun tour da sogno dell’Asia con mia madre. Nessuna residenza per scrittori in quelle meravigliose scuole in India, Vancouver, Jakarta.

Non mi meraviglio che la parola cancro [cancer] e cancellare [cancel] suonino così simili.
Questo è quello che ho pensato subito dopo, il Piano “Be”, dove be sta per essere, pensando solo al presente. E per il futuro, vorrei presentarvi il signore protagonista di questa lettera, Jason Brian Rosenthal.
È un uomo semplice di cui mi sono innamorata. L’ho fatto in un solo giorno.

Poi Amy passa a una vera e propria descrizione dell’uomo, con i capelli brizzolati, un modo di vestire giovanile tanto che i figli più grandi, scherza, Justin e Miles, spesso gli prendono in prestito i vestiti. Ma soprattutto Amy descrive la sua anima, il suo cuore grande.

È un padre assolutamente meraviglioso. Chiedete a chiunque. Vedi quel ragazzo in un angolo? Chiediglielo e lui te lo confermerà. Jason è compassionevole – e sa far girare un pancake.
Sarebbe un artista se la sua laurea in legge non lo obbligasse a stare in ufficio in città tutti i giorni dalle 9 a 5. Almeno fino a quando non mi sono ammalata
Se siete alla ricerca di un sogno, di un compagno di viaggio, Jason è il vostro uomo. Ha anche una certa propensione per le piccole cose: cucchiaini, vasetti, un mini-scultura di una coppia seduta su una panchina, che ha presentato a me come un promemoria di come la nostra famiglia ha cominciato.

[…] Si presentò alla nostra prima ecografia della prima gravidanza con dei fiori. Dato che durante la settimana si sveglia sempre molto presto, ogni domenica mattina mi sorprende con una sorta di stravagante faccina vicino la caffettiera: un cucchiaio, una tazza, una banana.[…] Aspettate: ho detto di quanto sia incredibilmente bello? Mi mancherà terribilmente ogni giorno quel suo viso.

Inevitabilmente, poi, Amy pensa alla malattia che la porterà via a breve:

Vorrei più tempo con Jason. Vorrei più tempo con i miei figli. Vorrei più tempo per sorseggiare Martini al Green Mill Jazz Club il giovedì sera. Ma questo non accadrà. Probabilmente ho solo pochi giorni per essere ancora una persona su questo pianeta. Allora, perché sto facendo questo?

Sto facendo questo proprio il giorno di San Valentino, e il più autentico dono che posso sperare di ricevere è che la persona giusta legga questo, trovi Jason, e inizi con lui un’altra storia d’amore. Lascerà questo spazio vuoto qui sotto come un modo per permettervi di avere il nuovo inizio che meritate.

È davvero un grandissimo gesto, che testimonia ancora una volta quando forte sia l’amore di Amy verso il marito, tanto da spingerla al gesto di altruismo più estremo: cercare per lui un nuovo amore.

Siamo sicure, però, che per Jason il primo e unico vero amore resterà per sempre soltanto lei, quella ragazza appena ventiquattrenne conosciuta a un appuntamento al buio organizzato dallo “zio” John, e che quei 9490 giorni trascorsi insieme saranno solo i primi di tutta un’eternità vissuta mano nella mano.

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